Roma, (askanews) - Hanno sequestrato Giulio Regeni, per questo 7 uomini dei servizi segreti egiziani saranno indagati nell'ambito dell'indagine delle Procura di Roma sulla morte del giovane ricercatore universitario.
Intanto il presidente della Camera Roberto Fico, che a settembre era stato Al Cairo dal presidente Al Sisi, ha annunciato al Tg1 che Montecitorio sospenderà ogni tipo di relazione con il Parlamento egiziano "fino a quando non ci sarà una svolta vera nelle indagini" sul caso Regeni.
Chi indaga ritiene che Giulio sia stato pedinato e controllato almeno fino giorno della sua scomparsa. Gli uomini sotto accusa sono 007 della National Security di Al Sisi.
Il 3 febbraio del 2016 il cadavere martoriato di Giulio fu ritrovato sul ciglio di una strada tra il Cairo e Alessandria. Il dato certo è che pochi giorni prima, il 25 gennaio, intorno alle 19, Giulio era sparito nel nulla, dopo esser sceso di casa per salire su un treno della metro. Ma non arriverà mai a destinazione a Dokki, dove un amico lo stava aspettando. Non è un caso - secondo i pm romani - che quel giorno, a quell'ora, alcuni agenti della National Security erano in quella zona. "Lo dimostrano le celle telefoniche che hanno agganciato i loro cellulari". Di qui l'accusa.