Italia
Rapporto One Health Campus Bio-Medico: "Periferie vitali nuova frontiera"
Roma, 23 apr. (askanews) - Gli italiani si dichiarano abbastanza appagati del luogo in cui vivono, ma solo un su quattro si dice molto soddisfatto. I fattori che generano benessere sono tranquillità e senso di comunità, aree verdi, sensazione di sicurezza, costo della vita adeguato. Ad incidere sono anche servizi efficaci e buone occasioni di socializzazione. Quando questi fattori mancano, subentra il disagio. Le principali criticità riguardano servizi, trasporti, lavoro e sicurezza. È quanto emerge dal terzo Rapporto One Health "Il valore sociale delle città. Periferie vitali: la nuova frontiera del vivere urbano", realizzato dal Campus Bio-Medico di Roma in collaborazione con l'Istituto Piepoli e presentato alla Camera. Lo studio, che ha incrociato il giudizio di sedici opinion leader, scelti tra accademici, urbanisti, esperti della salute, amministratori, con quello di un campione rappresentativo di mille cittadini italiani, fotografa lo stato delle città italiane e il loro rapporto con le periferie, viste come una nuova frontiera del vivere urbano, secondo l'approccio One Health che integra salute umana, ambientale e sociale. Carlo Tosti, presidente Università Campus Bio-Medico e Fond. Policlinico UCBM: "Le città urlano il riadeguamento delle periferie e quindi interventi che possano in qualche modo dal punto di vista sanitario, ambientale, urbanistico, sociale, superare quel gap e quelle differenze che possono portare in periferia una accettabilità di vita, che rientra appunto nel modello One Health che traguarda il benessere delle persone, degli animali, dell'intero ecosistema". Nell'ottica di superare il concetto di riqualificazione urbana e puntare sulla rigenerazione, le periferie, evidenzia il rapporto, diventano una leva strategica per il futuro delle città: non più luoghi marginali, ma spazi vitali per costruire modelli urbani più sostenibili, inclusivi e vivibili. Domenico Mastrolitto, Direttore Generale Campus Bio-Medico SpA: "Il tema è particolarmente attuale, importante: il One Health è il paradigma della salute integrale, integrata, che mette la persona in connessione con gli ecosistemi in cui vive, con il mondo esterno, la società, in cui deve servirsi dei servizi appunto di prossimità, del sistema di welfare, dei servizi sociosanitari. La sostenibilità non può che essere integrale: mettere insieme la componente ambientale, sociale ed economica. "Occorre ripartire dai territori, proprio per mettere al centro le persone e la qualità della vita". Trasporti pubblici; sicurezza e ordine pubblico; opportunità di lavoro; servizi sanitari e assistenza alle persone; qualità ambientale e spazi verdi le principali priorità di intervento. Ma anche l'iniziativa pubblica deve fare la sua parte: secondo il Rapporto, per gli italiani i principali responsabili del miglioramento dei luoghi dove si vive - e anche i più assenti - sono infatti le istituzioni. Maria Alessandra Gallone, presidente ISPRA: "Oggi il tema salute e ambiente non può essere disconnesso, nella maniera più assoluta, e quindi stiamo realizzando anche un sistema di servizi essenziali minimi sia di assistenza sanitaria che di assistenza dal punto di vista ambientale, per riuscire a creare le condizioni per cui anche il sistema dell'ambiente fornirà tutta una serie di servizi ai cittadini per consentire loro di ottenere una qualità della vita, a prescindere dai luoghi in cui abitino, degna insomma di essere vissuta". Secondo il rapporto del Campus Bio-Medico di Roma, per la qualità della vita urbana il paradigma One Health deve diventare quindi un orientamento concreto: progettare e abitare i luoghi significa prendersi cura della salute e del bene comune.