Italia

Quirinale, Mario Segni: Draghi al Colle, elezioni fra un anno

Roma, 24 gen. (askanews) - Emozioni e ricordi, ma anche preoccupazione per il momento politico che l'Italia vive. La speranza di vedere presto un candidato al Colle, magari Draghi e l'auspicio di un ritorno al sistema elettorale maggioritario con l'elezione diretta del Capo dello Stato da parte dei cittadini. Nel giorno in cui iniziano le votazioni per l'elezione del nuovo Capo dello Stato askanews ha intervistato Mario Segni.

"Per me il candidato ideale sarebbe Draghi, ci darebbe una copertura nazionale e internazionale. Sette anni di garanzia per l'Italia".

Se Draghi andasse al Colle, chi potrebbe subentrare al timone di Palazzo Chigi? "Il governo potrebbe rimanere così come è, tranne il premier ovviamente. Uno dei tanti ministri per diventare presidente del Consiglio si trova. Draghi presidente della Repubblica assicurerebbe un anno in cui si continua la preparazione del Piano europeo e poi si va ad elezioni".

Segni è il padre del sistema maggioritario. Ma ora si parla di un possibile ritorno al proporzionale. "Quando finì la prima Repubblica, gli anni Novanta, noi portammo all'Italia con il referendum il sistema maggioritario, cioè la regola per cui chi ha più voti governa. Per 15 anni, finché quella legge fu in vigore, l'Italia votò quattro volte, i cittadini scelsero direttamente il governo, ci furono due volte un governo di centrodestra e due volte un governo di centrosinistra. Quella legge, benedetta, fu distrutta e smantellata dai meccanismi dei partiti: tutti, destra e sinistra non la volevano, creava impicci. Dava troppo potere ai cittadini. La situazione di oggi è drammatica. Siamo nella confusione più ampia. Non ci sarebbe se non ci fosse stata quella scellerata distruzione della legge maggioritaria".

E lancia l'elezione diretta da parte dei cittadini del capo dello Stato. "Il proporzionale rappresenta l'ultimo passo in questo scellerato cammino che sta rendendo l'Italia sempre più ingovernabile. Guardiamo alla Francia, dove il presidente è eletto direttamente dai cittadini. È un sistema maggioritario in Parlamento, da quando De Gaulle cinquant'anni fa l'ha fondata funziona. Ecco, facciamo le cose serie e rendiamo l'Italia finalmente uno Stato moderno".

Che cosa rappresenta il Quirinale per gli italiani e cosa per la famiglia Segni? "Penso soprattutto cosa rappresenta per l'Italia. Voglio dire con molta franchezza che gli italiani devono andare fieri dei presidenti della Repubblica che hanno avuto, con i loro pregi, i loro difetti, diversi l'uno dall'altro ma tutti galantuomini, tutti rispettosi della Costituzione. Io per difendere la memoria di mio padre, ingiustamente accusato da una indegna campagna di un presunta complotto eversivo ho scritto un libro che ha dimostrato in modo inconfutabile che quella campagna montata dall'Espresso di Scalfari a fine Anni Sessanta fu una vergognosa fake news, la più grave di tutta la storia repubblicana".

A livello personale, Segni vive questo momento con preoccupazione. "La vivo da cittadino molto preoccupato di quello che può capitare, sperando che si riesca a trovare un presidente e che lo si trovi rapidamente. Che non si lasci l'Italia per giorni in balia di un caos".

Servizio di Serena Sartini

Montaggio di Alessandra Franco

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