Italia

Ponte Morandi, Egle Possetti: "Incuria e omissioni sotto occhi di chi doveva controllare"

(LaPresse) "Abbiamo atteso otto anni con pazienza, trepidazione, speranza. Oggi possiamo ricordare i nostri cari conoscendo il giudizio di primo grado del processo". Così Egle Possetti, portavoce del Comitato in ricordo delle vittime del ponte Morandi di Genova, nel corso della cerimonia di oggi a 8 anni dal crollo del ponte Morandi. "Crediamo fermamente che questa vicenda non possa chiudersi senza colpevoli. Un giudizio importante, qualificato, serio, che rileva delle gravi responsabilità, omissioni e condotte inadeguate; un giudizio che è frutto di anni di lavoro e grande impegno della macchina della giustizia con il supporto degli inquirenti che con tutto il loro lavoro hanno contribuito a ridare speranza ai nostri cuori". "Dopo la tragedia iniziarono gli sforzi enormi dei soccorritori alla ricerca dei feriti, con gli ospedali in allerta. Purtroppo dopo poco compresero che i feriti sarebbero stati pochi, mentre aumentavano le salme. Poi venne la nostra incredulità, il nostro dolore, la nostra disperazione: tutto il mondo rimase esterrefatto insieme a noi di fronte a una tragedia così assurda", ha aggiunto Possetti. "Via via il quadro accusatorio iniziò a prendere forma, sono emersi anni di incuria, anni di omissioni, anni di presunzione, di incompetenza. E tutto questo sotto gli occhi serrati di chi avrebbe dovuto controllare", ha sottolineato. "Dovremo attendere i successivi gradi di giudizio ma crediamo fermamente che questa vicenda non possa chiudersi senza colpevoli. Colpevoli di avere anche alimentato un sistema malato in cui gli utili sono stati l'unico baluardo", ha concluso.
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