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Piovella (Soi): sistema ECM non funziona, è tempo di cambiare

Roma, 4 feb. (askanews) - Il sistema ECM per l'Educazione Continua in Medicina non funziona, bisogna riformarlo, farne uno strumento efficace che garantisca un aggiornamento reale e mirato dei medici e quindi le migliori cure ai pazienti. Ne è convinto il presidente della Società Oftalmologica Italiana, Matteo Piovella, che chiede alla politica di avvalersi dei contributi delle società scientifiche per dare vita a un sistema che risponda effettivamente agli scopi per cui è stato istituito.

"Perché il sistema ECM non ha dato quei risultati che erano nelle speranze di tutti? Beh, innanzitutto oggi si possono avere questi famosi crediti facendo cose che non attengono minimamente alla tua specialità. Io oculista posso prendere 50 crediti per un corso sui fiori di Bach, che onestamente dovrebbe essere poco utile per la mia formazione, mentre per un corso specialistico sull'oculistica te ne danno magari solo 10", ha spiegato in un'intervista ad askanews.

"Non esiste un riconoscimento dei crediti internazionali che sono il nostro punto di riferimento perché la medicina deve essere uguale in tutto il mondo, non è che in Italia dobbiamo fare delle cose diverse, anche perché queste normative servono a salvaguardare e a curare al meglio il paziente, a nient'altro", ha aggiunto.

Un sistema inefficace al quale, però, si lega ad esempio il tema delle polizze di rischio professionale: per poter godere della copertura i sanitari dovranno infatti essere in regola con almeno il 70% degli obblighi formativi previsti dal piano ECM per l'ultimo triennio. Ed è solo un esempio.

"Davanti a questo evidente insuccesso pensare di utilizzare questo sistema per andare a condizionare la qualità della medicina legandolo alle assicurazioni, legandolo alle indicazioni di restringimento economico che la politica impone perché dice che bisogna fare quello che si può fare a seconda dei soldi che si hanno, sono cose rispettabili ma che vanno contro la tutela della salute dei pazienti. Noi abbiamo nei nostri ospedali - parlo sempre solo dell'oculistica - un'assenza di tutte le innovazioni, le tecnologie, le cose meravigliose che oggi sappiamo fare perché negli ospedali pubblici è presente solo il 2% delle tecnologie avanzate. Noi 15 anni fa eravamo i leader al mondo, oggi l'oculistica italiana è all'ultimo posto in Europa".

Per il presidente della SOI è tempo di operare un cambiamento del sistema ECM, coinvolgendo in questo processo le società che rappresentano le varie specializzazioni mediche.

"La politica deve farsi un po' da parte perché non è esperta di queste cose, deve lasciare alle società scientifiche la possibilità di indicare le soluzioni. Le soluzioni le abbiamo e sono le soluzioni più adeguate ai nostri pazienti. Ricordo che i medici oculisti italiani - 7.000 - salvano la vista ogni anno a 1.300.000 persone", ha aggiunto.

"E' ovvio che noi dobbiamo essere parte attiva - finora abbiamo avuto grandissime difficoltà - nel dare le correzioni sulle direzioni che sono state impostate. Oggi abbiamo una priorità ancor più messa in campo dal Covid, che è stato un disastro, e oltretutto noi siamo specialità di tipo elettivo quindi passiamo, come richieste sia economiche che organizzative, in coda a tutti gli altri. Risultato: il 50% degli interventi non fatti, 8 milioni di visite non eseguite e questo farà sì che da qui al 2030 il numero di persone cieche nel nostro Paese incredibilmente è destinato a raddoppiare", ha concluso.

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