Italia

Partito Capibara, il programma di Dibitonto: "24 ore di lavoro a settimana e patrimoniale del 100% oltre i 6,66 milioni""

(LaPresse) Una settimana lavorativa di 24 ore, un salario minimo di 1.560 euro al mese, casa, utenze, cibo, trasporti, salute e cultura gratis per tutti, il tutto finanziato da una patrimoniale del 100% sui patrimoni oltre i 6,66 milioni di euro. È il programma del Partito Capibara, illustrato a LaPresse a Milano da Davide Dibitonto, noto sui social come Xeno Dibi. "Il Partito Capibara è l'atto di irruzione di un'idea nella realtà, perché è un tipo di politica profondamente diverso rispetto alla politica tradizionale alla quale siamo abituati", ha spiegato. Le rivendicazioni principali sono tre. La prima è la "riduzione della settimana lavorativa a 24 ore, 6 ore al giorno per 4 giorni alla settimana", insieme al salario minimo. La seconda è la gratuità dei sei bisogni fondamentali, che per Dibitonto sono "le sei ragioni per cui noi dobbiamo andare a lavorare". La terza riguarda la tecnologia, con strumenti liberi e open source e la messa in comune dei frutti dell'automazione attraverso "un reddito di base universale di 500 euro al mese". Il modello che ne deriva è una società "post-lavorista o gratuitista". Il presupposto, secondo Dibitonto, è che "viviamo nell'abbondanza". "Se mettiamo in comune questa abbondanza possiamo vivere una vita bella in cui ci godiamo l'esistenza come i Capibara", ha detto, richiamando i grandi roditori sudamericani che danno il nome al partito. Per finanziare il programma il partito punta su "una imposta patrimoniale del 100% sopra una soglia di patrimonio personale pari a 6,66 milioni di euro". Una famiglia di quattro persone "potrà avere fino a 26 milioni e 400 mila euro, ma ciò che eccede questa soglia verrà tutto redistribuito", ha spiegato. Come esempio ha indicato un grande industriale con un patrimonio di 50 miliardi di euro, che dovrebbe rinunciare a 49 miliardi e 994 milioni. Secondo i suoi calcoli il gettito sarebbe "pari al 35% dell'intera ricchezza nazionale", cioè "quasi 5 mila miliardi di euro", perché "tutta l'abbondanza che serve per realizzare il gratuitismo sta nelle mani di pochissimi". Alla domanda se queste risorse siano destinate a esaurirsi, Dibitonto ha risposto che "la ricchezza non è fatta di cash", ma è in parte immobiliare e in parte finanziaria. "Noi stiamo prendendo proprio l'economia e la stiamo collettivizzando, la stiamo pubblicizzando, la stiamo mettendo in mano al settore pubblico", ha sostenuto, spiegando che con la patrimoniale lo Stato acquisirebbe "pezzi di aziende strategiche" da riportare "nelle mani del pubblico". Al centro del progetto c'è la cura. "La parola chiave è la cura, perché il gratuitismo è il paradigma economico di un nuovo patto sociale chiamato società della cura", ha detto Dibitonto, che propone di riscrivere l'articolo 1 della Costituzione: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sulla cura". Il partito intende presentarsi alle prossime elezioni. "Noi ci candidiamo, raccoglieremo le firme", ha annunciato Dibitonto, criticando la legge elettorale che, a suo dire, ha portato le firme necessarie per candidare un partito "da 120.000 a 450.000". Il progetto, ha aggiunto, "trascende una semplice elezione" e il partito intende "andare avanti senza fermarci di fronte a nessun ostacolo". Richiamando il concetto di "iperstizione", che attribuisce a Mark Fisher, ha sostenuto che un'idea desiderabile, una volta diffusa, finisce per trasformarsi in realtà. Parlando per strada con alcune persone attirate dall'intervista, Dibitonto ha descritto la politica tradizionale come "completamente astratta, lontana proprio dal sentire", citando la plastic tax e la richiesta di un salario minimo di 10 euro lordi l'ora. Dibitonto ha chiuso con i quindicenni che scendono in strada e con le proteste in Francia, segno, ha detto, che "sta arrivando qualcosa di croccante".
Riproduzione riservata ©
loading...