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Papiri di Ercolano: scoperti testo stoico e libri Filodemo con raggi X e AI

(LaPresse) A quasi duemila anni dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., i Papiri di Ercolano continuano a restituire nuove testimonianze della cultura antica. Grazie alla Vesuvius Challenge, una competizione internazionale nata per leggere i rotoli carbonizzati senza aprirli fisicamente, i ricercatori hanno identificato due opere finora sconosciute del filosofo epicureo Filodemo di Gadara e recuperato ampie porzioni di un testo di filosofia stoica attribuibile a un seguace di Crisippo o forse a un autore ancora ignoto. La scoperta più significativa riguarda il papiro PHerc. 1667, considerato per decenni praticamente illeggibile, dal quale è stato possibile recuperare circa un metro e mezzo di testo continuo distribuito su una ventina di colonne. La decifrazione è stata resa possibile combinando scansioni tridimensionali a raggi X ad altissima risoluzione e sistemi di intelligenza artificiale. I rotoli, oggi conservati alla Biblioteca Nazionale di Napoli dopo il ritrovamento nella Villa dei Papiri di Ercolano, sono stati sottoposti a sofisticate analisi tomografiche presso grandi centri di ricerca europei, tra cui il Diamond Light Source nel Regno Unito e l’European Synchrotron Radiation Facility di Grenoble. Le immagini ottenute hanno permesso di ricostruire digitalmente la struttura interna dei papiri carbonizzati, mentre algoritmi di machine learning hanno individuato le tracce dell’inchiostro invisibili a occhio nudo, consentendo il cosiddetto “srotolamento virtuale” dei documenti. In questo modo gli studiosi hanno potuto leggere testi che fino a pochi anni fa sembravano perduti per sempre, aprendo una nuova fase nella ricerca sui Papiri di Ercolano e sulla filosofia dell’età ellenistica.
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