Italia

Operatori sanitari "a teatro" per mettersi nei panni del paziente

Roma, 5 ott. (askanews) - Una pièce teatrale che ripercorre passo per passo il percorso di una paziente cui viene diagnosticato un tumore al seno. Si chiama "Io sono qui" ed è l'ultima nata del progetto "teatro di formazione" un nuovo modo di formare Dirigenti e Operatori Sanitari, ascoltando la voce dei pazienti e le loro reazioni con lo scopo di migliorare i sistemi organizzativi di cura e presa in carico.

Il progetto nasce da un'idea della Società Italiana di leadership e Management in Medicina (SIMM) con la collaborazione dell'Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST) di Meldola, l'Azienda USL della Romagna, l'Università Cattolica del Sacro Cuore, l'Associazione teatrale Wannabe ed il supporto non condizionante di Novartis.

Una rappresentazione teatrale che esorta gli operatori sanitari a entrare nei panni del paziente: dai primi sintomi a casa, all'emergenza-urgenza, al pronto soccorso, al ricovero, e al post-ricovero. Tre attori si alternano evidenziando e tratteggiando i caratteri dei protagonisti coinvolti nel percorso: paziente, marito o moglie, medici, infermieri, paramedici facendo emergere spunti di riflessione e valutazione dei servizi sanitari.

Spiega Mattia Altini, presidente nazionale SIMM e direttore sanitario della Usl della Romagna:

"(In 00 18- out 00.38) Questo che la Simm ha costruito è un idea nuova di rappresentare i percorsi di cura e come questi percorsi di cura sono diversamente letti tra coloro che si occupano di organizzazione come me e invece il paziente che li vive".

(In 1,31- out 2.34) "La Piece è una una raccolta di episodi che rappresentano il percorso di cura della paziente e quindi i momenti più salienti di questo processo assistenziale che ovviamente toccano la diagnosi, la terapia, il momento in cui queste informazioni vengono comunicate alla nostra paziente, l'effetto che questa comunicazione e il modo con cui vengono veicolate, ha su di lei e sul suo stato d'animo, sulla famiglia. Quindi ha il significato di entrare in qualche modo nel vestito del paziente e capire che ciò che noi progettiamo a tavolino poi ha una serie di sfaccettature e di aspetti che possono essere diversamente interpretati quando si è dall'altra parte del tavolo".

Il forum theatre nasce da un'idea originale del THISInstitute del Regno Unito, per la quale SIMM ha ottenuto l'autorizzazione alla traduzione e adattamento al Sistema Sanitario Nazionale Italiano, realizzando una prima piece teatrale dedicata all'ictus.

(in 4.17-out 4.57) "E' stato un successo incredibile, è stato commovente nella rappresentazione, ma ci ha evocato tantissimi suggerimenti rispetto a come dovremmo stare più attenti alla persone, ai nostri pazienti, più attenti a come comunichiamo le informazioni e più attenti a come viene vissuto un certo passaggio della cura. E' stato così evocativo per Simm che abbiamo voluto dar vita a una specie di collana formativa andando a cogliere alcuni degli aspetti patologici di maggior rilevanza e incidenza per poi utilizzarli negli ospedali italiani come oggetto di formazione e di riflessione".

E visti i risultati il progetto va avanti:

(In 5.06- out 6.18) "Abbiamo già realizzato la seconda rappresentazione che si chiama "Io sono qui" e che tocca il percorso del paziente con carcinoma mammario, e l'idea Sarebbe come dire adesso di proseguire con una patologia cronica in modo da avere delle fattispecie: Il primo era più come dire un ricovero ospedaliero il secondo quello del tumore al seno è più un aspetto di day-hospital lungo percorso fino all'intervento chirurgico; la cronicità magari scegliendo una patologia a grande impatto - lo scompenso piuttosto che il diabete - e come modo di rileggere criticamente ciò che stiamo mettendo in campo come azione di presa in carico dei nostri cittadini rileggendole e vedendo dove possiamo migliorare soprattutto in un coinvolgimento totale fin dall'inizio con l'associazione dei pazienti e comunque la percezione dei destinatari dei servizi".

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