Italia

Operaio morto al Colosseo, la protesta di Cgil, Cisl e Uil davanti al monumento

“Morto di straordinari”, “Lavoravo da 10 ore” e “Dovevo andare in pensione”. Sono le voci dei morti sul lavoro nel sit in di Cgil, Cisl e Uil davanti al Colosseo per chiedere più attenzione alla sicurezza sui luoghi di lavoro dopo la morte di Andrea Moretti, 22 anni, la notte scorsa nel Colosseo. Cartonati con il volto coperto da un lenzuolo ma con gli abiti da lavoro, a ricordare chi non è più in vita a causa della violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. “Incredibile che si possa morire sul lavoro a 22 anni e per di più di notte in uno dei monumenti più importanti dell’umanità”, dichiara il segretario generale di Cgil Roma e Lazio, Natale Di Cola. “Anche per questo, questa mattina abbiamo lottato perché il sito fosse chiuso. Non basta il cordoglio. Ricordiamoci che i lavoratori del Colosseo sono sotto organico, hanno passato un’estate d’inferno e nessuno si è occupato di loro. Non ci fermeremo e continueremo a chiedere conto al governo. Per questo ci siamo battuti da stamattina per la chiusura del sito. Non è possibile che il profitto sia messo davanti alla dignità e alla vita umana”. Il Parco Archeologico del Colosseo era infatti visitabile all’apertura stamattina con il solo settore di secondo ordine dell’Anfiteatro Flavio chiuso ai turisti. Dopo alcune proteste, tra cui quella della Cgil, il sito è stato chiuso interamente ai turisti intorno alle 11 di mattina.
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