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Operaio morto al Colosseo, una lavoratrice del MiC: “Monumento ha riaperto subito. Non è la prima volta”

(LaPresse) “Questa mattina, appena saputo della notizia della morte di Andrea Moretti, siamo andati subito alle porte del monumento per essere vicini ai colleghi e per capire cosa fosse successo. Ci siamo resi conto che il monumento era aperto e visitabile e che i turisti non erano informati e non sapevano della gravità di ciò che era successo". A parlare è Lilith Zulli, che lavora per il Ministero della Cultura ed è responsabile della gestione del Parco Archeologico del Colosseo, oltre a essere Coordinatrice Regionale della Funzione Pubblica per Cgil Roma e Lazio. Una mattinata che inizia con la notizia della scomparsa sul luogo di lavoro di Andrea Moretti, 22 anni, precipitato intorno a mezzanotte dentro al Colosseo mentre lavorava alla sistemazione dell’illuminazione. Poi, come tutti i giorni, arrivano le 8:30 di mattina e il Colosseo apre le porte ai visitatori. Zulli con alcuni colleghi non ci sta e prova a segnalare l’inadeguatezza della decisione ai visitatori: “Abbiamo iniziato a informare i turisti con dei volantini in italiano e in inglese, spiegando la necessità di chiudere il monumento in segno di cordoglio”. A essere chiuso per decisione del Ministero, infatti, era soltanto il settore del secondo ordine, dove è avvenuto il fatto. Il resto dell’Anfiteatro Flavio è rimasto visitabile per tutta la prima mattinata. Dopo alcune proteste e segnalazioni, tra cui quelle dei lavoratori del Parco e di sindacati come Cgil, il monumento è stato chiuso interamente intorno alle 11 di mattina facendo defluire i turisti già presenti. “Non è la prima volta che un lavoratore muore all’interno di un monumento e che quel monumento rimane visitabile”, prosegue Zulli. “L’anno scorso è morta una guida turistica nel Colosseo. Due anni fa un lavoratore di Castel Sant’Angelo si è tolto la vita ed è rimasto tutto aperto e visitabile. Questa volta abbiamo deciso di essere tempestivi, di venire qui e di chiedere a gran voce al ministro che era dentro di chiudere il monumento. Dopo la chiusura definitiva abbiamo incontrato i lavoratori del Colosseo”, conclude Zulli, “lavoratori a cui va la nostra vicinanza e solidarietà. Sono tutti molto provati da quanto successo”.
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