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Oculistica, Piovella (SOI): più informazione su strumenti

Roma, 17 nov. (askanews) - Entra nel vivo il 101° Congresso Nazionale della Società Oftalmologica Italiana (SOI), in corso al Rome Cavalieri Waldorf Astoria, occasione di confronto uica tra gli specialisti sulle tematiche di attualità del settore.

Il punto sui lavori del presidente della SOI Matteo Piovella: "Il 101esimo Congresso SOI ha degli obiettivi ben precisi. Ampliare e condividere la discussione su quelle che sono le reali necessità dell'oculistica, che in pandemia ha avuto un ruolo un pò da ultimo posto essendo stata considerata una assistenza di tipo elettivo, quindi non salvavita, restando indietro nell'aggiornamento delle tecnologie, che hanno dei costi, e soprattutto nel garantire l'assistenza di alto livello a tutti i cittadini e non solo ad una parte minima che ha questa opportunità".

Importante quindi informare, con l'avanzamento tecnologico, sulle operatività a disposizione dei cittadini: "Ad esempio abbiamo avuto una rivoluzione nella chirugia della cataratta, che è l'84% del lavoro di un centro chirurgico oculistico, dove l'intervento ha triplicato i vantaggi per i pazienti. Non solo più la sostituzione del cristallino, ma la risoluzione contemporanea dei difetti da lontano e presbiopia. Una rivoluzione, attesa da decenni che abbiamo oggi a disposizione ma è poco utilizzata perché manca informazione, condivisione, organizzazione e tecnologia".

Discorso analogo per maculopatia e glaucoma: "La notizia fondamentale è che abbiamo degli strumenti, il punto debole su cui bisogna lavorare tutti insieme, politica, decisori burocrazia, che fa fatica e penalizza la medicina non riuscendo ad essere pratica e gestendo tutto come se si trattasse delle grandi opere che infatti non si riescono a fare per questi atteggiamenti inutili".

Infine c'è il tema risorse: "Noi sappiamo benissimo quello che c'è da fare, abbiamo gli strumenti, conosciamo l'organizzazione che deve essere messa in pista però abbiamo bisogno di un sostegno. A livello, economico, e 600 milioni di euro sono il minimo per partire, ma soprattutto serve una volontà politica e della burocrazia di attenzione".

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