Con l’ultima strategia energetica pubblicata dal governo, l’Italia ha deciso di puntare sul ritorno al nucleare con l’istituzione di un gruppo tecnico incaricato di riordinare il quadro legislativo e con la previsione di una quota di energia da fonte nucleare nel Pniec (Piano nazionale integrato energia e clima) che dovrà essere garantita soprattutto da piccoli reattori modulari (Smr). La cui produzione di serie, spiega Alessandro Dodaro direttore del dipartimento Nucleare dell’Enea, “consentirà all’Italia di minimizzare i costi e renderà più facile la realizzazione. Si tratta della soluzione migliore per il nostro Paese ed è una soluzione in cui abbiamo noi grande esperienza perché il tessuto industriale italiano è rimasto ancorato e continua a lavorare nel settore nucleare”. Insieme al capitolo della produzione di energia, l’Italia è impegnata anche nella realizzazione del deposito nazionale per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi, la cui entrata in esercizio, chiarisce Mario Lazzeri, assistente esecutivo dell’ad di Sogin, “avverrà nel 2039 con l’ottenimento dell’autorizzazione unica alla costruzione nel 2029 e la selezione del sito indicativamente nel 2027. L’Italia deve dotarsi di un deposito centralizzato al pari degli altri Paesi europei perché la scelta di un deposito centralizzato è presente anche in Stati che hanno abbracciato il nucleare in modo più importante del nostro come la Francia, la Spagna e il Belgio”.
Nucleare: dal materiale ai costi, tutto quello che c’è da sapere sul deposito nazionale per i rifiuti radioattivi