MORNING CALL

NPL: l’occasione persa della bad bank

di Rosalba Reggio

Sistema bancario indebolito dalle sofferenze. Di questo parliamo oggi con Andrea Resti, docente di economia degli intermediari finanziari all'università Bocconi di Milano e advisor del Parlamento europeo per la vigilanza bancaria. Non performing loans: parliamo di un termine che adesso conoscono tutti perché la notizia dell'entità delle sofferenze bancarie italiane è arrivata a tutti i risparmiatori. Come l'Italia è potuta arrivare a questo?
Sono stati diversi fattori, alcuni inevitabili semplicemente: se rallenta l'economia, se i flussi di cassa delle imprese si riducono è più facile che un debitore non sia in condizione di rimborsare puntualmente i propri impegni. Poi c'è stato anche un effetto statistico, nel senso che la definizione di non performing loans che le banche devono utilizzare nei propri bilanci e i criteri per decidere che cos'e' non-performing, è stata resa via via sempre più stringente negli ultimi anni quindi sono emerse come sofferenza delle cose che in precedenza non sarebbero state classificate come tali E poi naturalmente c'è un terzo elemento che è il malaffare: sono stati concessi crediti di cui si sapeva, sin dal momento dell'erogazione, che non sarebbero tornati indietro. E questo è un fenomeno, se vogliamo, relativamente circoscritto, però sicuramente agli occhi del pubblico, è il fenomeno più difficile da accettare, per tutti è il fenomeno a cui prestare la maggiore attenzione.
Quindi: rallentamento dell'economia, inserimento di diciamo “passività” che non erano proprio sofferenze, all'interno delle sofferenze e malaffare che, come diceva lei, è forse il tema più sentito. A questo punto, la BCE si è trovata in questa situazione e che cosa ha fatto?
La BCE è intervenuta senza mezzi termini. Non si può certo dire che abbia utilizzato il guanto di velluto. La Bce è convinta, sulla base di studi peraltro abbastanza opinabili sul piano scientifico, che riducendo i non performing loans si aumenti la redditività di una banca e la possibilità per la banca di erogare maggiormente credito. In realtà, questo non è vero. E' vero se si fa una comparazione tra le banche sane, che i non performing loans non li hanno mai avuti, e sono ben gestite sono redditizie possono fare tanto credito e le banche malate, gestite male, che hanno tanti problemi, di cui uno sono i non performing loans. Ma se tu prendi una banca e le imponi di cedere in tempi brevi i suoi non performing loans, sicuramente la esponi a forti perdite. Perché a quel punto il mercato, inondato dall'offerta, è disposto a pagarli poco e sicuramente non pone le condizioni migliori per il rilancio e il risanamento.
Ecco, quindi cerchiamo di capire che cosa è successo il giorno dopo. L'intervento è stato questo, quindi alla fine ha ottenuto l'effetto opposto, cioè quello di indebolire le banche invece di rafforzarle?
Con un pizzico di malizia potrei dire che ha ottenuto l'effetto desiderato nel senso che le autorità di vigilanza si sono messe come si dice in inglese a distanza di braccio dal possibile rischio reputazionale di una crisi legata ai non performing loans. Perché le banche hanno dovuto cederli e quindi questi crediti fanno capo oggi a investitori non bancari: grandi fondi d'investimento o società specializzate Quindi sono un problema in meno sul tavolo delle autorità di vigilanza. Abbiamo messo altrove il problema e l'abbiamo messo altrove con un costo, in termini di distruzione di valore, per il sistema bancario e per la collettività. Perché il primo ingrediente necessario per estrarre valore dai non performing loans è il tempo. E' necessario recuperare in maniera paziente, aspettando per esempio che il mercato degli immobili ottenuti in garanzia recuperi dalla crisi, e queste garanzie possono essere cedute a prezzi più interessanti. La fretta è davvero cattiva consigliera in questo campo e significa portare delle perdite. Forse avremmo dovuto dotarci di una grande bad bank di sistema come hanno fatto altri paesi europei. Una bad bank che come dico ai miei studenti funziona come il mocio Vileda: hai un disastro sul pavimento? Raccoglie tutto, mette in un secchio questi crediti deteriorati e poi, col tempo, quando il mercato riparte, le condizioni migliorano, lo Stato li può rivendere facendo anche un profitto.
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