Italia

Nautica, nel 2020 l'industria italiana tiene nonostante il Covid

Roma, 2 ott. (askanews) - L'industria nautica italiana ha registrato un'aumento del fatturato del 12% nel 2019, confermando per il quinto anno consecutivo una crescita a due cifre e sta mostrando una grande capacità di reazione anche di fronte all'emergenza Covid. È quanto emerge dalla 41esima edizione de "La Nautica in Cifre", pubblicazione di Confindustria Nautica, patrocinata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, presentata al 60esimo Salone Nautico di Genova, nell'ambito del convegno "Boating Economic Forecast/ La resilienza della nautica. Quali scenari per il settore nell'era del new normal?".

Oltre al fatturato, che ha raggiunto i 4,78 miliardi di euro, nel 2019 è aumentato del 5,4% anche il numero degli addetti effettivi del comparto industriale e dell'11,9% il contributo della nautica al Pil. L'Italia è al secondo posto nella classifica degli esportatori mondiali nel settore della cantieristica nautica, con 2,6 miliardi di dollari e il 15% di quota export mondiale, in crescita del 19,6% rispetto al 2018.

Per l'anno nautico appena concluso, invece, emerge una distribuzione dei trend di variazione di fatturato molto eterogenea: l'11,5% delle aziende interpellate stima una crescita oltre il 15%, il 17,9% fino al 15%, il 21,7% una sostanziale stabilità, il 32,6% una riduzione di fatturato fino al 15% e solo il 16,3% oltre il 15%.

Stefano Pagani Isnardi, responsabile dell'Ufficio Studi di Confindustria Nautica.

"Sul 2019 siamo soddisfatti perché è stato il quinto anno di fila di crescita a doppia cifra e abbiamo recuperato il 90% dei dati 2013 e 2014 a livello di fatturato. Sul 2020 abbiamo un quadro molto eterogeneo. Ci sono imprese che sono andate molto bene, altre meno bene e altre hanno avuto una stabilità in quello che noi consideriamo come anno nautico, quindi quello che si conclude al 31 agosto. Ovviamente gli ultimi 3 mesi dell'anno sono essenziali per capire i dati definitivi sul 2020. Il Salone Nautico di Genova è sicuramente uno strumento essenziale per il nostro mercato. Da qui capiremo come andrà il futuro perché l'inverno, cioè da adesso a fine gennaio, è il momento essenziale in cui si creano le basi per gli ordini per la prossima stagione e quindi sarà un contributo strategico per il fatturato delle nostre imprese. Capiremo quindi tra qualche mese se riusciremo ad avere una stabilità dell'industria nautica per questo difficile e strano 2020".

Al convegno, a cura dell Ufficio Studi di Confindustria Nautica, hanno partecipato Saverio Cecchi, presidente di Confindustria Nautica, Marco Fortis della Fondazione Edison - Università Cattolica, Francesco Tilli, Chief External Relations Officer di Simest, Philip Easthill, segretario generale dell'European Boating Industry e Carlo Mescieri, presidente di Assilea, che ha sottolineato come nel 2020 tutti i settori del leasing e del noleggio a lungo termine stiano avendo performance negative, ad eccezione della nautica, che sta invece registrando una crescita del 30%.

"In 9 mesi del 2020 si sono fatti i volumi di tutto l'anno 2019. Considerando che è stato anche l'anno del Covid direi che questo è veramente un risultato positivo e spero che sia di buon auspicio per la ripresa di tutto il sistema produttivo italiano. Vorrei sottolineare una cosa: quando si parla di leasing nautico si pensa sempre a chi acquisisce l'imbarcazione in leasing. Proviamo a pensare a quanti artigiani e piccole medie imprese hanno lavorato per costruire quella imbarcazione, magari usando macchinari e capannoni presi in leasing. Quindi è duplice l'aspetto del leasing, non solo l'utilizzatore finale ma anche chi contribuisce alla produzione".

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