Italia

Nasce al parco Natura Viva l'unico baby ippopotamo d'Italia dal 2021

Bussolengo (Vr), 1 set. (askanews) - All'età record di quasi 55 anni, da ippopotama più anziana d'Europa, Camilla ha dato alla luce il suo 15esimo figlio al parco Natura Viva. di Bussolengo. A rischio di estinzione secondo la Lista Rossa IUCN, il piccolo è l'unico nato in Italia negli ultimi 5 anni. A dieci giorni di vita, trascorre il suo tempo allattando sott'acqua e cimentandosi nei primi incerti passi fuori dal laghetto, per seguire la madre. I due, circa 2.500 chili lei e 50 lui, vivono con la propria famiglia e con un gruppo di antilopi nyala, che ospita anch'esso due nuovi nati. Tuttavia, a nessuno è permesso avvicinarsi al nuovo arrivato, né in acqua né fuori, e sarà così ancora per le prossime settimane. "Camilla è arrivata al Parco Natura Viva nel 1976, appena 3 anni dopo l'apertura del primo safari", ricorda Camillo Sandri, direttore zoologico del Parco Natura Viva. "È con noi da cinquant'anni, ha seguito tutta l'evoluzione del parco dai primi anni della sua apertura ai giorni nostri e l'abbiamo vista allevare già 14 piccoli, con una dedizione impeccabile. Ma a questa età, che è già oltre l'aspettativa di vita di un ippopotamo, nessuno avrebbe mai pensato che fosse addirittura ancora in grado di riprodursi". Eppure, la biologia sa stupire. "Dopo 8 mesi di gravidanza, Camilla ha partorito autonomamente in acqua. Non si è mossa dal laghetto per i primi 3 giorni di vita del piccolo e ha iniziato a uscire per mangiare solo quando lui è stato in grado di seguirla, nonostante l'andatura incerta e lo sforzo dei primi giorni di vita. È l'acqua, infatti, l'ambiente d'elezione dell'ippopotamo, che in natura è più sicuro della terraferma. E quando il piccolo è stanco, Camilla si immobilizza offrendogli il muso come appoggio, in modo che lui possa tenersi a galla senza fatica risparmiando preziose energie. Così, mentre a un occhio inesperto possono sembrare un unico grande sasso che affiora dall'acqua, i due restano immobili per molte ore, per proteggersi anche dal sole, rinfrescandosi. Ed è proprio dalla disponibilità di acqua che dipende la sopravvivenza di questa specie anche in natura", conclude Sandri. Nei 39 Paesi africani in cui è ancora presente, l'ippopotamo continua a perdere terreno sotto la pressione dell'uomo: alla riduzione e frammentazione degli habitat d'acqua dolce si aggiungono l'inquinamento, le attività estrattive e la caccia per l'avorio dei grandi canini e incisivi. Un commercio, quest'ultimo, che ha acquistato ulteriore valore con le restrizioni imposte all'avorio di elefante, facendo dei denti dell'ippopotamo una delle principali alternative presenti sui mercati internazionali. Tra il 2009 e il 2018, il commercio internazionale registrato dalla CITES ha riguardato parti e derivati riconducibili a circa 13.900 ippopotami.
Riproduzione riservata ©
loading...