Italia
Mini taglio agli stipendi di ministri e sottosegretari non parlamentari
Arriva una piccola sforbiciata allo stipendio di ministri e sottosegretari non parlamentari. La Ragioneria generale, con una circolare, ha il compito di fissare le nuove indennità per i componenti del governo che non siedono in Parlamento. Si tratta di un taglio del 3,7% imposto dalla legge: 9.203,54 euro al mese è l'indennità complessiva, che scende a 8.308,24 per le trattenute di pensione e fondo credito. Il netto è poco più di 4.600 euro al mese. Il premier Conte e i ministri Tria (Economia), Savona (Affari europei), Moavero Milanesi (Esteri) Trenta (Difesa), Costa (Ambiente), Bussetti (Beni culturali) e Bonisoli (Istruzione) non hanno un seggio, ma hanno diritto a una indennità pari a quella dei parlamentari. L'Inps ha chiarito che per chi è dipendente pubblico il periodo passato al governo conta per il trattamento di fine rapporto. I contributi sono a carico del ministero, o della Pa di appartenenza se il ministro-dipendente pubblico ha deciso di continuare a farsi pagare dal suo datore di lavoro.