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Le 6 dimensioni della smart city

Parliamo di smart city con ilprofessor Croci del centro Green dell'Università Bocconi di Milano.
Professore che cos'è una smart city? Partiamo dalla definizione.
Ci sono diverse definizioni, una che a me piace molto dice che una smart city è una città dove il capitale infrastrutturale, che è quello derivante dalle infrastrutture tecnologiche, viene massimizzato però insieme al capitale umano, ambientale e sociale.
Le quattro principali tecnologie di capitale vengono massimizzate contestualmente. Perché è vero che la dimensione tecnologica è importante nella Smart City, ma è importante che anche tutte le altre forme di capitale vengano allo stesso tempo massimizzate e quindi che sia una città alla fine anche vivibile, una città che crea opportunità di crescita economica, una città che crea relazioni sociali.
Normalmente si hanno quindi diverse dimensioni della smart city: quella dell'energia, quella dei trasporti quella della governance, quella dell'economia, quella delle persone, quella della salute, che insieme contemperate fra di loro creano una città smart.
Tutte queste aree che lei ha citato hanno poi un valore economico? Quanto vale una Smart City?
Questo è un tema importante, non a caso sono partito dal dire che bisogna guardare al capitale e a massimizzare questo capitale, ci sono diverse stime, una stima interessante di Frost&Sallivan dice che al 2020 il totale delle applicazioni per le Smart City può arrivare a valere 1500 miliardi di dollari. Quindi una cifra importante. Sono soprattutto l'energia, i trasporti, la salute, le nuove tecnologie delle telecomunicazioni le aree dove ci sono gli investimenti più importanti, investimenti pubblici ma anche investimenti privati.
Oggi, soprattutto per i Paesi industrializzati come l'Italia, la sfida per le smart city è una sfida che richiede di trasformare la nostra economia, le nostre città in una direzione smart, mentre nei Paesi in via di sviluppo si tratta, sin dall'inizio, di pianificare nuove infrastrutture sostenibili e smart che vadano in questa logica.
Abbiamo anche un progetto in Bocconi, che coordino nel centro Green, che si chiama MAtchUP, un progetto Horizon, cosiddetto simbolico sulle smart city, dove stiamo applicando e sperimentando in una serie di città europee delle soluzioni smart diversificate proprio nei settori dell'energia, dei trasporti e anche in altri ambiti, per riuscire a capire, a valutare concretamente nelle diverse città qual è il valore generato e quali sono i business model possibili per realizzare soluzioni smart.
Ecco, lei ha cercato di dare una definizione al termine smart city, ma sappiamo che per essere smart una città deve lavorare su numerose aree e, soprattutto, come diceva all'inizio, bisogna misurare poi gli effetti nel benessere dei suoi cittadini. In questo osservatorio voi avete un ranking, penso a Il Sole 24 Ore che fa ogni anno una classifica della qualità della vita che vede per il secondo anno vincere Milano. Voi avete misurato le città più smart in Italia? Se sì, quelle che hanno vinto su cosa hanno lavorato tanto?
Sì, diciamo che, sempre presso il centro Green, c'è anche un osservatorio smart city che coordino, e all'interno dell'osservatorio abbiamo una serie di incontri con lo scopo proprio di capire come sviluppare politiche in direzione smart. Ci sono anche molte classifiche fatte sulle smart city, giustamente ha richiamato quella de Il Sole 24 Ore, che è legata più alla dimensione della sostenibilità, che però è una dimensioni importante nelle smart city, uno dei piu' importanti ranking è quello di I City Rank, promosso dall'associazione nazionale dei Comuni italiani, che vede Milano al primo posto, diciamo che Milano non è il primo anno che è al primo posto come città smart, come metropoli smart. Ovviamente le classifiche cambiano a seconda della dimensione urbana e questo è un dato in qualche modo incoraggiante per la nostra città, ma anche un esempio per le altre città su politiche che si possono fare, che puntano sia su realizzare nuove infrastrutture per la mobilità, per i servizi pubblici, ma anche a migliorare la qualità della vita in diverse aree tra cui quella ambientale.
Mobilità di cui si era occupato tra l'altro lei in prima persona qualche sindaco fa, se non ricordo male? Sì, nella giunta Moratti, facendo l'assessore alla mobilità e all'ambiente, abbiamo introdotto, tra l'altro proprio a Milano, il sistema di road pricing che poi si è evoluto nel tempo. Devo dire che questo è stato un elemento che si è immediatamente rilevato nelle diverse classifiche, allora non di smart city, ma di qualità della vita, e ha modificato positivamente l'indice di Milano perché, ad esempio, ha aumentato il trasporto pubblico, ridotto il numero di auto circolanti, ridotto l'inquinamento per cui ci sono alcune misure simbolo come quelle che ha richiamato lei, che possono portare a dei risultati importanti per la classifica delle città.
E che possono essere un buon esempio per le altre città del Paese.
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