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Lavazza con Slow Food per un caffè cubano buono e giusto

Milano, 23 set. (askanews) - Dietro una tazzina di caffè c'è un viaggio che parte dalla terra. Non è fatto solo di selezione della materia prima, accurata trasformazione e preparazione magistrale. Dietro c'è il lavoro di intere comunità, il loro equo compenso, lo sviluppo socio-culturale, il rispettoso equilibrio ambientale. Un complesso di fattori che Lavazza insieme a Slow Food ormai quasi un anno e mezzo fa ha messo insieme nella Slow Food coffee coalition che ora, grazie al progetto pilota di Cuba, porta i primi frutti, presentati in anteprima alla 14esima edizione di Terra Madre a Torino.

"E' il concetto della rete di mettere insieme competenze, valori, visioni per generare progetti complessi e completi - Giuseppe Lavazza vicepresidente gruppo Lavazza - E questo è un progetto che nasce per far ripartire la produzione a Cuba scomparsa da molti anni ma rimasta utopica per chi l'aveva conosciuta".

Lavazza, attraverso la sua Fondazione, le istituzioni cubane e Slow Food hanno lavorato al fianco di 170 produttori locali per riavviare la coltivazione del caffè biologico cubano. Da questa comunità, attiva nella parte orientale del Paese, è nata la miscela La Reserva de Tierra! Cuba, una novità Lavazza certificata bio-organica, con un packaging 100% riciclabile e tracciabile attraverso la blockchain, che arriverà sul mercato a gennaio 2023. Ma come viene garantita la produzione di un caffè buono pulito e giusto?

"La coffee coalition - ci ha detto Edie Mukiibi, presidente di Slow Food - adotta un sistema di garanzia partecipativa guidato dai contadini che partecipano al sistema controllo assicurando la qualità del caffè ma anche un sistema di produzione buono, pulito e giusto. Questo sistema guidato dai contadini si fonda sulla fiducia tra tutti i coltivatori e gli attori della filiera e aiuta a migliorarne le relazione".

Nei primi diciassette mesi di attività della coalizione del caffè sono nate 29 Comunità Slow Food in nove paesi del mondo, tra cui appunto Cuba. In otto di esse è stato avviato questo percorso di certificazione del caffè che, come ha ricordato il neo presidente di Slow Food, non è un'autocertificazione, ma un processo di valutazione condiviso. Tutto questo per Lavazza rappresenta una tappa importante nel lunga collaborazione con Slow Food:

"Noi siamo accanto a Slow Food dal 1996 dal primo salone - ha spiegato Giuseppe Lavazza - Loro sono stati fonte di ispirazione per tantissime nostre attività e progetti. E' stata una contaminazione utile e visionaria per rilanciare gran parte del nostro processo di innovazione. Poi con Terra Madre abbiamo una particolare liason perchè la prima edizione è stata nel 2004 anno in cui Lavazza ha creato la sua fondazione".

Questa assunzione di responsabilità da parte di Lavazza è un approccio diffuso che arriva fino ai baristi, i cosiddetti Coffee defenders, impegnati a diffondere tra i propri clienti la cultura di un buon caffè sostenibile perchè dietro una tazzina c'è un mondo fatto di diritti e rispetto.

"E' un progetto che riguarda il caffè - ha sottolineato il presidente di Slow Food - ma il caffè inteso non solo come prodotto ma come sistema di produzione che promuova i diritti dei contadini per integrare questa coltivazione con le altre coinvolgendo anche gli altri cibi che mettiamo nel piatto".

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