Italia

Laudata economia, fede impresa e politica ai tempi del Covid

Roma, 15 ott. (askanews) - Etica ed economia, fratellanza e Mediterraneo, ambiente e sostenibilità. Temi disparati che con la pandemia si sono mostrati quanto mai intrecciati. A discuterne, in un convegno promosso a Roma dalla rivista Formiche, esponenti della politica, dell'economia, della Chiesa.

Monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita: "Si tratta di ricapire come l'economia debba essere al servizio dello sviluppo di tutti, non è più possibile uno sviluppo che crei disuguaglianze così enormi da creare uno squilibrio che porta ai conflitti e alla guerra".

Il titolo dell'evento, "Laudata economia", richiama la prima enciclica di Papa Francesco, Laudato si', e la recente nuova enciclica di Jorge Mario Bergoglio, "Fratelli tutti", ha attraversato i discorsi di molti interventi. Il ministro Francesco Boccia ha inviato un saluto video, sul palco sono intervenuti Luca Ruini, presidente del Conai, e Massimo Bruno, responsabile Sostenibilità e Affari Istituzionali di Enel Italia, padre Stefano del Bove della Gregoriana. Prospettive diverse, unite dalla consapevolezza che economia, etica e politica, al tempo del covid, non possono non interagire.

Padre Antonio Spadaro, direttore della Civiltà cattolica: "Il tema dell'economia è importante perché sta rischiando di diventare la guida per le scelte politiche, invece la politica deve riprendere in mano la guida, dare le indicazioni perché il mondo possa andare avanti, soprattutto in questo tempo di crisi con il covid".

Il pomeriggio di confronto è culminato con l'incontro tra padre Spadaro e Luigi Di Maio. Il ministro degli Esteri ha fatto proprio l'appello di Papa Francesco al multilateralismo, una visione spirituale ma anche politica. Ancora Spadaro osserva: "Di fatto il tema della fratellanza è un tema di rilevanza politica perché Francesco ha avuto il coraggio di dare una visione complessiva dei rapporti internazionali, sottolineando che non è più possibile andare avanti per dialoghi bilaterali, ma bisogna sempre affrontare le grandi questioni del mondo da un punto di vista multilaterali, perché il rischio è che i grandi paesi si mettano d'accordo con i piccoli paesi per sfruttarli. C'è un'orizzonte, c'è una visione dell'umanità che è contenuta in questa enciclica che dà delle indicaizoni di metodo, senza entrare direttamente in oopzioni politiche, ma dà delle indicazioni di metodo su come andare avanti".

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