Italia

Larry DeLucas, dallo Shuttle all'Alabama: "Lo spazio unisce il mondo"

Mobile (Alabama, Usa), 29 apr. (askanews) - Dalla coltivazione di cristalli al sonno in uno sgabuzzino su un razzo, Larry DeLucas ha storie interessanti da raccontare sul suo viaggio nello spazio a bordo dello Space Shuttle Columbia. Era il 1992 quando prese parte alla missione STS-50, una delle prime dedicate a esperimenti con possibili applicazioni commerciali. E non capita tutti i giorni di incontrare un astronauta che ha anche schiacciato a canestro in orbita. Ci troviamo a Mobile, in Alabama, durante un evento organizzato da Sweet Home Alabama, lo Stato in cui DeLucas vive e si è formato, frequentando l'Università dell'Alabama a Birmingham (UAB). Oggi continua a lavorare e insegnare proprio qui, portando avanti ricerca e divulgazione scientifica. Il luogo in cui ci parla è l'Exploreum Science Center, meta consigliata da Travel South USA. "Il mio lavoro oggi è sviluppare nuovi farmaci per proteggerci dalle radiazioni nello spazio profondo, ma anche coinvolgere i giovani nella scienza. In Alabama parlo con studenti di tutte le età, dalle elementari all'università, e spesso lo faccio anche all'estero, Italia compresa", spiega. DeLucas racconta di aver pianto per l'emozione una volta in orbita. È rimasto celebre il momento in cui, mentre lo Shuttle sorvolava proprio l'Alabama, riuscì a dire al padre via radio solo poche parole: "Ciao papà, sono Larry e sono nello spazio!". La sua storia personale è quella di un percorso tutt'altro che scontato: da ragazzo sognava il basket e coltivava la passione per Star Trek, ma non immaginava una carriera da astronauta. Fondamentale il ruolo della famiglia e delle sue radici. "I miei genitori sono stati i miei più grandi educatori: per loro era fondamentale che studiassi. Mio padre diceva sempre: non importa cosa scegli, se lo fai con passione e diventi il migliore, avrai successo", aggiunge. Radici che arrivano anche in Italia, un legame che DeLucas sente ancora forte nonostante la distanza. "Non ho mai imparato davvero l'italiano, anche se la mia famiglia lo parlava. Ma ho sempre avuto un amore profondo per l'Italia: la storia, l'arte, la cultura. Voglio tornarci presto con mia moglie", chiosa. Un legame che si riflette anche nella sua visione della cooperazione internazionale nello spazio, maturata durante il lavoro con la Stazione Spaziale Internazionale. "Ho lavorato con molti Paesi, inclusa l'Italia, e lo spazio è qualcosa che unisce le persone. Quando collaboriamo per esplorare, e non per fare la guerra, riusciamo davvero a tirare fuori il meglio dell'umanità." Oggi, a 76 anni, DeLucas guarda ancora allo spazio con lo stesso entusiasmo di allora. Tornarci sarebbe un sogno, anche se, ammette, probabilmente resterà tale. Intervista di Cristina Giuliano Montaggio di Gualtiero Benatelli Immagini askanews, internet
Riproduzione riservata ©
loading...