No tu no

La salute “invisibile” degli immigrati. Mortalità neonatale più alta del 55%

di Rosanna Magnano

Per la popolazione straniera le disuguaglianze di salute partono dai primi momenti di vita, con una mortalità neonatale del 55% più alta. E continuano nell’età adulta. Le maggiori criticità: la salute della donna, con un ricorso all’aborto doppio rispetto alle donne italiane; l’area materno-infantile, con una possibilità di morte materna doppia per le madri straniere, meno ecografie e meno indagini prenatali; la prevenzione, con un’adesione agli screening oncologici sensibilmente più bassa. A monitorare i dati disponibili in Italia, l’Osservatorio sulle Diseguaglianze nella Salute della Regione Marche. Gap profondi eppure “invisibili”. Come si può rendere la sanità più equa e inclusiva? Ne parliamo con Salvatore Geraci, area sanitaria della Caritas di Roma, già presidente della Società italiana di medicina delle migrazioni. I passaggi sono tre: una sanità pubblica di prossimità che includa un lavoro di rete con le comunità di riferimento. Spostare i margini della fragilità con politiche di inclusione, per esempio una nuova legge sulla cittadinanza e il contrasto al lavoro nero. Ma anche con un’organizzazione dei servizi sanitari che consideri la parte di popolazione socialmente fragile.
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