L’ITALIA CHE RIPARTE

La fuga già vista dalle zone rosse

di Rosalba Reggio

Spostamenti vietati da una regione all'altra e da un comune all'altro. Ma divieto di ogni spostamento, anche all'interno del proprio comune. Dove sono chiusi bar e ristoranti, sette giorni su sette e l'asporto è consentito fino alle 22. Nessuna restrizione per la consegna a domicilio. I negozi sono chiusi, fatta eccezione per supermercati, beni alimentari e di necessità. Sono le nuove regole imposte per le zone Rosse, come Lombardia, Piemonte, Calabria, Valle D'Aosta, dal DPCM uscito il 4 novembre, ma in vigore dal 6. Immaginando un esodo verso le altre regioni, già raccontato durante il primo lockdown, siamo andati alla stazione centrale di Milano. Qui però, la situazione è tranquilla. I passeggeri arrivano e si muovono per la stazione seguendo le limitazioni messe in campo per evitare i contagi, i negozi sono ancora aperti, i viaggiatori si sottopongono al controllo della temperatura e superano i varchi di ingresso. Il traffico è regolare, nessun affollamento. Stessa fotografia alla stazione Garibaldi di Milano. Poca gente, traffico bassissimo. Qui, qualche negozio ha anticipato la chiusura già da oggi, ma qualche altro resiste fino all'ultimo. Nessuno sembra in fuga verso altre regioni. Ma forse è solo un'apparenza, perché, come ci spiega un addetto alla sicurezza, nel dubbio che il DPCM entrasse in vigore già da oggi, le persone sono già partite ieri sera.
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