Italia
La domanda costata il lavoro a un giornalista italiano a Bruxelles
Bruxelles, 5 nov. (askanews) - Un giornalista freelance che lavora a Bruxelles dall’estate scorsa, Gabriele Nunziati, è stato invitato dall’agenzia di stampa italiana Nova a cessare la sua collaborazione, dopo aver posto una domanda su Israele e Gaza durante il briefing quotidiano per la stampa della Commissione europea dello scorso 13 ottobre. Nunziati aveva chiesto alla Commissione se la richiesta dell’Ue alla Russia di finanziare la ricostruzione dell’Ucraina sia applicabile anche a Israele per la ricostruzione di Gaza, dopo la distruzione della Striscia. La portavoce capo della Commissione Paula Pinho aveva risposto testualmente: “Questa è una domanda sicuramente interessante, sulla quale non ho commenti in questa fase”. Domanda e risposta sono circolate sui social media nei giorni successivi, e sono il motivo per cui a Nunziati è stato dato un preavviso per la risoluzione del suo contratto con Nova. L’agenzia Nova ha diffuso una nota in cui afferma che Nunziati “ha posto alla portavoce della Commissione europea una domanda tecnicamente sbagliata”, perché “la Russia - Paese membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e, in quanto tale, uno dei cinque massimi garanti dell’ordine mondiale - ha invaso l’Ucraina, un Paese sovrano, senza essere provocata. Israele, al contrario, ha subito un’aggressione armata. Non sorprende, quindi, che la portavoce non abbia risposto alla domanda, essendo assolutamente fuori luogo e di natura erronea”. Dopo che si è diffusa la notizia del licenziamento di Nunziati, la Commissione europea ha diffuso oggi a sua volta una nota scritta: “La Commissione attribuisce la massima importanza alla libertà di stampa; in questo contesto, è sempre disponibile a rispondere a tutte le domande nel contesto della conferenza stampa di mezzogiorno”, ha scritto la portavoce Arianna Podestà, aggiungendo che “le domande su questa specifica decisione” riguardo all’interruzione del rapporto di lavoro con il giornalista “sono preferibilmente rivolte all’Agenzia Nova”, con la quale ha precisato di non aver avuto contatti “in merito a questa questione”. Sul tema si è pronunciato anche il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti: “Non si può essere di fatto licenziati per aver posto una domanda”. Il Consiglio nazionale dell’Ordine ricorda che il ruolo del giornalista, “indipendentemente dalle tutele contrattuali, è quello di porre domande che possono risultare scomode o poco gradite. Il Consiglio chiede quindi che il collega sia reintegrato in tempi brevi e a pieno titolo nel suo ruolo”, conclude la nota.