Roma, 27 feb. (askanews) - L'Ue boccia ancora i conti italiani. La Commissione europea, in un rapporto pubblicato a Bruxelles, ha confermato la presenza di "squilibri eccessivi" a livello macroeconomico in Italia, dovuti all'"elevato debito pubblico" e alla "protratta debolezza delle dinamiche della produttività", che "implicano rischi con rilevanza transfrontaliera, in un contesto di crediti in sofferenza a livello ancora elevato e alta disoccupazione".
La Commissione attacca quindi la manovra del governo giallo-verde e prevede che il debito non scenderà nei prossimi anni, in quanto "le deboli prospettive macroeconomiche e gli attuali piani di bilancio del governo, anche se meno espansivi rispetto a quelli iniziali per il 2019, comporteranno - dice - un deterioramento dell'avanzo primario".
Il Commissario agli Affari economici europei Pierre Moscovici: "Il nostro messaggio all'Italia è noto e molto forte: deve adottare misure per migliorare la qualità delle finanze pubbliche, aumentare l'efficienza della pubblica amministrazione e del sistema giudiziario, migliorare il contesto imprenditoriale, rafforzare il mercato del lavoro e il sistema finanziario".
Nella valutazione della Commissione c'è anche la preoccupazione per la situazione di stallo nelle riforme strutturali. Non solo, "il bilancio del 2019 include misure politiche che invertono elementi delle precedenti importanti riforme - si legge nel rapporto - in particolare nel settore delle pensioni, e non include misure efficaci per aumentare la crescita potenziale".
Di parere opposto il vicepremier Luigi Di Maio, che annunciando la firma del decreto che taglia le tariffe Inail in media del 32%, ha spiegato: "Non credo che le nostre misure stiano bloccando la crescita anzi, le misure come questa che dovranno potenziare la produzione industriale, gli interventi che stiamo facendo sulle imprese e sul sociale aiuteranno a uscire da uno stato di crisi in cui è l'Ue".