L’odissea giudiziaria di Gabriele Elia, condannato senza che si conoscesse il corruttore
di Nicoletta Cottone
Gabriele Elia è uno dei promotori del ddl di iniziativa popolare Zuncheddu, per consentire a chi è stato assolto dopo un errore giudiziario o per ingiusta detenzione, di usufruire di un assegno di mantenimento in attesa della sentenza di risarcimento. L’ex assessore di Cellino San Marco, condannato anche se il corruttore non esiste, ha vissuto un’odissea giudiziaria durata dieci anni. Tutto inizia nel 2015 con un arresto rocambolesco, alle 5 del mattino, con elicotteri e mitra. Viene accusato di corruzione, associazione a delinquere e di aver firmato una delibera comunale che non avrebbe dovuto sottoscrivere. All’epoca, però, non è più assessore da un anno. Si parla di una tangente di 40mila euro che poi la fase processuale sarà di mille euro. Ma attenzione: il corruttore non è mai stato trovato. Non esiste. Ma non basta. In Cassazione una nuova sorpresa: scorrendo l’elenco dei giudici della sezione della Cassazione che deve giudicarlo vede il nome del pm che lo accusò in primo grado. Ecco la sua vicenda, che lo ha spinto a firmare il ddl Beniamino Zuncheddu e altri.