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L’Europa non può essere ostaggio di Erdogan

Il tema della difesa dei confini è sempre più di interesse europeo e non si gestisce solo al confine ma immediatamente oltre. Per questo motivo l'Unione Europea non può non far parte del gruppo che negozia gli accordi per una risoluzione del conflitto turco siriano. Conflitto che ha prodotto oltre 3 milioni di profughi che sono in Turchia, e per i quali l'Europa paga al Paese circa 6 miliardi di euro, per far in modo che non espatrino verso l'Europa. Questo accordo con la Turchia, però, ci impedisce di fare la voce grossa con il presidente Erdogan, perché questo potrebbe usare l'arma dei profughi contro l'Europa. In realtà, l'accordo è ben lontano dal risolvere il problema e nasconde la polvere sotto il tappeto. Da un punto di vista elettorale, l'immigrazione è un tema super sensibile in tutti i Paesi principali dell'Unione Europea: riguarda l'Italia, ma anche la Germania e in qualche misura la Francia. Questa soluzione, però, protegge parte dell'Europa dalle conseguenze politiche e fa pagare il conto a tutta l'Unione Europea. Ma quanto è lontana questa Turchia da quella che aveva iniziato i negoziati per l'adesione all'Europa? Ne parla Carlo Altomonte docente di Economia dell'integrazione europea all'università Bocconi
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