Italia

Imprese, Pugliese (GS1 Italy): standard comuni per evitare babele

Milano, 26 nov. (askanews) - Adottare standard condivisi lungo tutta la filiera del largo consumo è il primo passo per operare con trasparenza nei confronti delle aziende ma anche del consumatore, riducendo inefficienze e accrescendo la sostenibilità. Di questo ha parlato il presidente di GS1 Italy, Francesco Pugliese, in occasione del Retail transformation summit organizzato dal Sole 24 Ore, alla luce dei cambiamenti in atto nelle abitudini di acquisto dei consumatori:

"Standardizzare significa avere un linguaggio comune - ha detto Pugliese - In una filiera complessa che parte dal campo e arriva a casa della gente avere standard ci consente di avere dei processi più efficaci e più efficienti e soprattutto che ci consentano di non vivere nella babele ma in un mondo civile che abbia un linguaggio comune".

Il summit è stata l'occasione per Pugliese per illustrare il percorso che GS1 Italy seguirà nei prossimi tre anni:

"C'è una dimensione che abbiamo tracciato e che stiamo tracciando per il prossimo triennio che è orientata a due priorità: la digitalizzazione e la sostenibilità - ha siegato - uno dei temi più rilevanti nell'ambito della sostenibilità è la standardizzazione dei dati, cioè non può esistere sostenibilità senza una digitalizzazione degli stessi".

Di fronte a queste evidenze, in che modo una realtà come quella di GS1 Italy interviene per agevolare la transizione lungo la filiera del largo consumo?

"Le attività di GS1 Italy si muovono su 3 passaggi: identificazione: offrire standard evoluti tecnologicamente per avere informazioni chiare uguali per tutti - ha articolato il presidente di GS1 - digitalizzazione: GS1 sta creando uno spazio informativo che faccia da passaporto per ogni singolo prodotto su tutte le aree di identificazione dello stesso, economia circolare abilitando con le informazioni una economia realmente sostenibile".

Sul fronte della digitalizzazione, GS1 Italy mette a disposizione delle imprese associate servizi che favoriscono lo scambio delle informazioni di prodotto e la trasformazione digitale dei passaggi documentali nei processi logistici. Sul fronte dell'economia circolare, invece, lavora a strumenti di misurazione che valutano i livelli di implementazione e al tempo stesso indicano linee di intervento:

"Noi stiamo lavorando per la condivisione di strumenti di misurazione certificati perchè altrimenti ognuno racconta la sua. In questo abbiamo idea di sollecitare il ministero ambiente. Solo misurando - ha osservato - possiamo fare chiarezza e valorizzazione degli interventi, altrimenti tutto si riconduce a politiche di marketing e non di trasparenza".

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