Italia
Green economy, Ronchi: nel mondo avanza, Italia in affanno
Rimini, 4 nov. (askanews) - Guerre, tensioni commerciali, catene di fornitura fragili. Eppure la transizione non si ferma. Dagli Stati generali della green economy, a Ecomondo, la relazione annuale della Fondazione per lo sviluppo sostenibile legge il mondo con una lente diversa. Il rapporto sullo stato della green economy di quest'anno a livello internazionale individua dei fattori di spinta positivi che fanno un po' la metafora della foresta che cresce. "Si nota poco - spiega il presidente, Edo Ronchi - ma sta crescendo per via del fatto che i fossili, petrolio e gas, costano tanto, quindi la decarbonizzazione diventa conveniente per lo sviluppo delle rinnovabili, e i materiali diventano critici, quindi la circolarità è sempre più anche un fattore, oltre che ambientale, di competitività". In Italia il quadro è più scuro: oltre 2 gradi in più in cinquant'anni, 2.300 eventi estremi nel 2025, emissioni di nuovo in crescita, tre quarti dell'energia importata dall'estero. Ma c'è un terreno dove il Paese tiene. Lo spiega ancora Edo Ronchi. "Sulla circolarità ancora teniamo bene - continua Ronchi -: abbiamo un tasso di circolarità al 21 per cento circa, quasi il doppio della media europea, basato soprattutto sul riciclo dei rifiuti molto alto, soprattutto quelli speciali. E' buono il livello degli imballaggi, mentre qualche fattore di difficoltà l'abbiamo nel riciclo della plastica e nei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, che sono raccolti in quantità intorno al 30% avendo un target del 65%".