Italia
Giustizia, Nordio: "Sanzioni sulla legge bavaglio? Farei più affidamento su deontologia"
(LaPresse) "Conosco il linguaggio giornalistico e certamente non lo censuro, ma l'espressione 'bavaglio alla stampa' non la condivido. Come ministro, come ex magistrato vorrei dire che è improprio". Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine di Atreju a proposito del decreto legislativo approvato in CdM il 9 dicembre che vieta la pubblicazione delle ordinanze che applicano misure cautelari personali fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare. "Esiste la necessità di contemperare tre elementi", spiega il Guardasigilli. "Uno è la presunzione di innocenza per la quale siamo già stati condannati varie volte in Europa perché abbiamo disatteso questo principio fondamentale mettendo alla gogna i cittadini quando ancora non erano dichiarati colpevoli; il diritto all'informazione; il diritto alla segretezza delle indagini. Sono tre elementi che vanno composti". "Poniamoci nei panni della persona che si vede sbattuta in prima pagina magari con delle osservazioni, con delle affermazioni o con dei giudizi che poi si riveleranno completamente infondati ma che intanto l'hanno pregiudicato nella sua immagine, nel suo lavoro, nella sua carriera anche politica. Sono cose che vanno riflettute perché sono tutti diritti primari che però devono essere bilanciati", ha quindi aggiunto il ministro, che poi risponde ancora: "Se ci saranno sanzioni per chi pubblicherà lo stesso gli atti? Io tendenzialmente, poi il Parlamento attualmente è autonomo rispetto al Governo e al Ministro della Giustizia, vorrei fare più affidamento sulla deontologia, piuttosto che sull'aspetto intimidatorio di una norma", le parole di Nordio. "Se una norma dice una cosa, è giusto che il cittadino la segua, semplicemente perché lo Stato democratico così ha deciso. Quindi secondo me non è un problema di sanzioni, è un problema, ripeto, di deontologia", conclude Nordio.