Italia
Gino Cecchettin: “Chiuso percorso giudiziario, ma il dolore diventi seme”
Roma, 7 nov. (LaPresse) - Gino Cecchettin interviene dopo la rinuncia della Procura generale di Venezia all’appello contro la condanna all’ergastolo di Filippo Turetta, rendendo definitiva la sentenza per l’omicidio della figlia Giulia. “Si chiude il percorso giudiziario, ma non esiste una giustizia capace di restituire ciò che è stato tolto”, afferma in una nota. Cecchettin parla di “pace interiore” e invita a non restare prigionieri del dolore: “La giustizia accerta i fatti, ma il compito di trasformare la sofferenza in consapevolezza spetta a chi resta”. Il padre di Giulia sottolinea che l’unico modo per onorarla è “costruire ogni giorno qualcosa di buono” e promuovere una cultura del rispetto contro ogni forma di violenza. “Il dolore non si cancella, ma può diventare seme" sottolinea il padre di Giulia.