Italia

Fioramonti si dimette: chiedeva tasse di scopo per finanziare la scuola

di Nicoletta Cottone

Lorenzo Fioramonti si è dimesso dalla carica di ministro dell'Istruzione dopo la polemica sugli scarsi fondi a università e scuola: «Dal governo serviva più coraggio». Fedelissimo di Di Maio, docente di Economia all'università di Pretoria, a giugno aveva già minacciato le dimissioni se non fosse arrivato un miliardo in più per ricerca e università. Fece discutere la sua proposta di tasse di scopo su merendine e voli per racimolare fondi da destinare a scuola e università. Finì nell'occhio del ciclone anche quando annunciò la giustificazione per i ragazzi che partecipavano allo sciopero del clima. Si scagliò contro il prof. di una scuola del Piacentino che minacciava gli studenti che partecipavano ai cortei delle Sardine. Nelle ultime settimane aveva più volte lamentato la mancanza di fondi per la scuola e l'università in manovra. Ha tuonato contro «l'economia del Pil»: nella società aumentano le diseguaglianze. Siamo guidati da un modello che tiene conto della quantità più che della qualità». Fonti di maggioranza segnalano che potrebbe lasciare il M5s per fondare un gruppo parlamentare autonomo, ma “filogovernativo”.
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