Italia

Fentanyl, dal governo no allarmi ma massima attenzione: “Stiamo cercando le falle nel sistema”

(LaPresse) "Il fenomeno Fentanyl, così come è nato e si è sviluppato negli Stati Uniti, in Italia non esiste; tutto quello che succede negli Stati Uniti, però, prima o poi attraversa l'oceano e rischia di arrivare in Italia, quindi bene fanno le autorità a preoccuparsi”. Massimo Barra, fondatore della Fondazione Villa Maraini non ha dubbi su questo e getta acqua sul fuoco dell’allarme nato dopo il furto di 80 fialette di Fentanyl nell’ospedale israelitico di Roma. Un furto “probabilmente su commissione” e che fa preoccupare, ma che si rivolge, secondo Barra - da più di mezzo secolo impegnato con la sua fondazione nella lotta alle dipendenze - a un mercato, quello italiano, praticamente quasi inesistente. Per ora. Dello stesso avviso anche Elisabetta Simeoni, a capo del Dipartimento Politiche contro le droghe e le dipendenze di Palazzo Chigi: “Ad oggi non abbiamo un'emergenza - chiarisce Simeoni, presente nelle due riunioni straordinarie convocate dal governo dopo il furto delle fialette - “Il sottosegretario Mantovano già dal 2024 ha fatto predisporre un piano nazionale contro l'uso improprio del Fentanyl. Questo piano è diviso in due parti, una che riguarda la prevenzione del fenomeno e una che riguarda l'eventuale gestione del fenomeno”. La diffusione del Fentanyl, fondamentale nelle terapie oncologiche, cammina su due percorsi: uno legale, gestito attraverso prescrizioni mediche e controlli, e l’altro illegale. Mentre negli States quest’ultimo è dilagante e fa registrare solo nell’ultimo anno circa 100 mila vittime, secondo Barra nel nostro Paese “Non ha preso piede”. “Noi abbiamo avuto varie overdose da oppiacei - chiarisce - Per un certo periodo abbiamo fatto l'esame delle urine per vedere se nell'overdose c'era Fentanyl e non l'abbiamo mai trovato". Il rischio però è altissimo e dietro un furto di un medicinale di solito c’è anche una domanda. “Qualcuno l'ha preso e qualcuno che l'ha preso lo rivende sicuramente - continua Barra - È anche un sistema per creare un mercato che non c'è. Se è avvenuto negli Stati Uniti, non c'è nessun motivo per cui non avvenga anche in Italia”. “Probabilmente c'è un mercato - conferma Simeoni - Non sappiamo ancora di che tipo e quindi le forze dell'ordine stanno indagando per questo, ma soprattutto stiamo cercando eventuali buchi del sistema e quindi sono stati potenziati i controlli da parte delle forze dell'ordine”. Il Fentanyl è un medicinale che veniva prescritto come un normale antidolorifico ci si accorse però che creava una dipendenza totale al farmaco. Ben presto fu sottoposto a controlli e prescrizioni, ma ormai negli Usa l’esercito degli “Zombie” era cresciuto a dismisura, alimentando un mercato clandestino e un numero di morti che oggi registra cifre vertiginose: “È dannoso perché è mortale - avverte Barra - Perché la dose minima letale è bassissima ed è facile cascarci. Ogni volta che ti fai, rischi la morte. L'allarme deve essere massimo, però senza esagerare per non creare ansie e paure inutili. A tutti dico di stare in campana. Il problema della droga è il problema del cervello che assume quella droga. E il cervello è possibilmente pieno di ogni tipo di patologia".
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