Il 9 settembre 2025, un’ondata coordinata di droni ha attraversato la Polonia penetrando in profondità fino a Varsavia, obbligando alla chiusura temporanea di diversi aeroporti. Pochi giorni dopo, velivoli non identificati sono stati intercettati sui cieli della Romania. Lunedì 22 tre, quattro droni di grandi dimensioni hanno sorvolato l’aeroporto di Copenaghen. Un altro è stato avvistato all’aeroporto di Oslo. E gli avvistamenti continuano di giorno in giorno. Dietro tutto c’è, presumibilmente, la firma russa. Quali caratteristiche hanno questi droni? Come sono potuti arrivare fin lì? Hanno solo una funzione di ricognizione, o sono armati, e quindi in grado di colpire? Se sono in grado di colpire, di quali armi dispongono? E che cosa possono fare gli Stati europei per difendersi. Alessandro Marrone, responsabile del programma Difesa, sicurezza e spazio dello Iai, l’Istituto affari internazionali, ci aiuta a capire e, soprattutto, fa chiarezza su questo argomento.
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