Italia

Di Maio: «Il Recovery Fund sia l’occasione per unire il mondo produttivo con quello istituzionale»

In conversazione con Fabio Tamburini, direttore de Il Sole 24 Ore, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio partecipa a “Made in Italy: The Restart”. «In questa fase di contrasto alla pandemia – esordisce Di Maio - le aziende devono affrontare sfide e imprevisti. La prima sfida è la recessione. Le previsioni per l'Italia indicano un -10.5% nel 2020 con tasso di disoccupazione al 12.4%. I dati dei nostri partner europei non sono meno allarmanti. La seconda sfida è la modalità della ripresa economica. Dobbiamo guardare oltre l'emergenza, ci deve essere crescita inclusiva, sostenibile e che resiste agli shock». Di Maio sottolinea quindi come l'Italia consideri la promozione della salute come bene pubblico globale. «Siamo tra i paesi – dice - che hanno promosso la piattaforma globale sanitaria più performante. Ma l'emergenza ambientale potrebbe causare uno shock ancora più grande del Covid. Innovazione, sostenibilità e digitalizzazione sono quindi le leve del successo post-pandemia». Sul Patto per l'Export: «Lo abbiamo realizzato con 140 associazioni di categoria. Più della metà delle risorse sono destinate al supporto finanziario delle imprese. E l'85% delle imprese accede a questi fondi per la prima volta». Il Ministro considera l'innovazione digitale un altro tassello fondamentale per rilanciare crescita e occupazione. «C'è poi una sfida – aggiunge - che richiede un settore pubblico con risorse e capitale umano all'altezza». Come rilanciare le esportazioni? «Come Ministero degli Esteri vogliamo stare al fianco delle imprese italiane per portare il made in Italy nel mondo. Dopo la riforma fatta a gennaio alla Farnesina, tutti gli strumenti sono coordinati. I numeri di accesso al fondo 394 sono impressionati: siamo a circa 10mila richieste di accesso; numeri importanti dopo aver semplificato le misure. Altro tema è cosa facciamo per internazionalizzare le aziende. Le fiere restano un caposaldo del modello di internazionalizzazione. Abbiamo sbloccato l'accesso al fondo 394 anche per partecipare alle fiere dentro l'UE e nei confini italiani». Grande sfida è la formazione: «Servono 2 cose: i temporary export manager; la formazione delle aziende attraverso le università». Di Maio evidenzia inoltre come «la grande sfida della legge di bilancio sia rendere strutturali gli interventi fatti nell'emergenza Covid». Quali barriere da abbattere per favorire l'export? «Dobbiamo rafforzarci nei mercati maturi: Europa, Usa e America Latina. Stiamo inoltre lavorando per firmare nuovi accordi per abbattere barriere e guardare ai mercati asiatici. Un lavoro che vedrà dei risultati tra anni, ma dobbiamo differenziare le nostre traiettorie dell'export». Quale l'auspicio rispetto al confronto tra Governo e imprese? «Il patto per l'export è stato sottoscritto da tutte le associazioni di categoria. Vuol dire che è possibile camminare insieme. Dobbiamo ora costruire insieme gli investimenti dei 210 miliardi di euro del Recovery Fund insieme. I risultati di quello che stiamo progettando lo vedranno le future generazioni. Noi dobbiamo sentire questa responsabilità. Il Recovery Fund deve essere l'occasione per unire il mondo produttivo e quello istituzionale. Dobbiamo spendere in maniera concreta e veloce i 210 miliardi a disposizione e costruire un modello a misura di impresa italiana».
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