Italia
Decreto scuola, Imam di Segrate: "Dopo le parole di Mattarella il governo doveva solo tacere"
(LaPresse) – "Come possiamo fare una legge che contrasta un'altra? Dire che è obbligatorio andare a scuola e nello stesso momento dire che i bambini devono essere non più del 30 per cento? E con gli altri cosa facciamo, diciamo di stare a casa? Io penso che dopo la risposta del Presidente della Repubblica, il Governo doveva solo tacere e rispettare la Costituzione". Ali Abu Shwaima, imam della moschea di Segrate dal 1988 – la più grande della Lombardia – è un fiume in piena. In un'intervista a LaPresse smonta punto per punto il decreto scuola che impone il tetto agli studenti stranieri e vieta l'uso del burqa. "Questa politica non riflette sulle proprie decisioni" spiega Shwaima. "Fanno le cose coi piedi invece che con la testa. Noi facciamo corsi d'italiano qui, ma non abbiamo mai avuto aiuto da alcuna amministrazione". Secondo l'imam, l'intervento dovrebbe riguardare l'insegnamento della lingua ai genitori stranieri, per creare "armonia nella casa tra il bambino che impara l'italiano e il genitore che conosce soltanto la lingua d'origine". Poi una frecciata sui presunti pericoli dell'Islam: "Ci sono 250 scuole ancora con l'amianto, che è sicuramente più pericoloso dell'Islam. L'amianto fa venire il tumore ai ragazzi, ai bambini. L'Islam arricchisce la cultura del paese perché la nostra religione incita a essere buon cittadino". Riguardo al dibattito sul burqa, Shwaima precisa: "Non ho mai visto una ragazza col burqa a scuola. La maggior parte è nata in Italia e non conosce nemmeno cos'è il burqa. È solo manipolazione". Infine, un invito alla premier: "Presidente Meloni, venga a trovarci per conoscerci meglio e conoscere la nostra cultura".