Italia

Cybersicurezza, Tajani visita la sala operativa del Csirt della Farnesina

(LaPresse) “Lo Stato non ha dormito e sicuramente non sta dormendo adesso”. Questo il messaggio che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha voluto lanciare con la visita nel pomeriggio della sala operativa del Csirt (Computer Security Incident Response Team) della Farnesina. La squadra di tecnici si occupa di difendere il Ministero degli Esteri e le 313 sedi all’estero tra ambasciate, consolati e istituti italiani di cultura, dagli attacchi informatici. Una dimostrazione che Tajani ha scelto di mettere in atto alla vigilia del G7 dei ministri degli esteri di Parigi e poche ore dopo la notizia secondo cui i suoi dati personali sarebbero finiti nelle mani degli hacker “NoName057(16)” assieme a quelli di altre personalità del mondo della politica e della giustizia. Nella sala del Csirt le migliaia di mail che arrivano ogni giorno alla Farnesina in tutto il mondo sono controllate in modo automatico e dove necessario analizzate dagli esperti di sicurezza informatica e malware. Obiettivo la prevenzione di attacchi informatici, monitoraggio dei flussi e respingimento delle minacce. “Minacce sempre più affinate” spiega la responsabile del Csirt Francesca Pacciani, “che sono aumentate non tanto in quantità ma in qualità. E l’intelligenza artificiale ha sicuramente dato impulso all’affinamento di questi attacchi malevoli”. I numeri aggregati che si leggono sugli schermi sono impressionanti e in parte li spiega Alessandro De Pedys, responsabile della Direzione generale sicurezza: “Fino a ora dall'inizio dell’anno abbiamo gestito 630mila attacchi cibernetici al nostro perimetro digitale che comprende la sede centrale e 313 sedi all’estero tra ambasciate, consolati e istituti italiani di cultura. Abbiamo gestito otre milioni e mezzo di mail malevole ma è la nuova normalità a cui dobbiamo abituarci”. “Una sala che lavora 24 ore su 24” dichiara Tajani a margine della visita, “per respingere attacchi contro sedi del Ministero degli Esteri. Ci avvaliamo ovviamente di tecnici esperti di materia cibernetica e come detto abbiamo chiesto anche ad alcuni militari di essere distaccati verso il nostro ministero”. “Questi attacchi sono rischi da non sottovalutare ma sicuramente non ci facciamo intimidire”.
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