LAVORO: I NUMERI DELLA SETTIMANA

Cv e autocandidature: così trovano lavoro i giovani

Hanno maggiori difficoltà a trovare un'occupazione e minori probabilità di trovarla di qualità. Sono i giovani, spesso anello debole nel mondo del lavoro. Per questo, è fondamentale analizzare i canali utilizzati per la ricerca, la percentuale di successo nel trovare lavoro, la qualità del lavoro trovato e le abitudini delle imprese nel reclutamento. Lo ha fatto Inapp, l'Istituto Nazionale per l'Analisi delle Politiche Pubbliche, che da diversi anni conduce due indagini Plus e Qualità del lavoro. Dalle analisi dei dati, si rileva che in Italia tra i giovani funzionano più le reti informali, quindi amici e parenti, piuttosto dei canali istituzionali come centri per l'impiego, società di ricerca e selezione del personale. Un fenomeno che rende più difficile l'ascensore sociale per chi parte da contesti deboli e cristallizza invece i benefici di chi è inserito in contesti sociali forti.
Partiamo dai dati relativi a come i giovani cercano lavoro, alla domanda il campione ha dato risposte multiple. Il canale utilizzato nella maggior parte dei casi, ben il 70,8%, è l'invio di curricula, e autocandidatura. Il ricorso ad amici, parenti o conoscenti ha raccolto il 59,4% delle risposte.
Stage, tirocini o esperienze lavorative legate alla scuola o alla formazione raccolgono il 43% delle risposte, mentre i centri per l'impiego sono utilizzati dal 38,8% dei giovani, e le agenzie di lavoro interinale da 31,6%. La fotografia che emerge dai numeri dei canali che hanno avuto successo nel trovare lavoro, mette in evidenza il fai da te che ha riguardato il 45,9% del campione e che è dato da invio CV, risposte a inserzioni, autocandidature. Il secondo canale per successo è quello informale, cioè di “amici, parenti e conoscenti” che ottiene il 30% delle scelte.
Meno efficace, invece il canale delle istituzioni dedicate all'intermediazione, cioè centri per l'impiego, agenzie interinali, società di ricerca e selezione del personale che ottiene il 12,6% dei voti e istituzioni e organizzazioni che si occupano anche di intermediare, come sindacato, università, enti di formazione, che ottengono l' 11,5%.
Guardando invece al mondo delle imprese, rappresentato in Italia soprattutto da micro e piccole e medie imprese, si evince che il datore di lavoro, nel 46% dei casi, ricorre al fai da te per cercare risorse, attraverso giornali, stampa professionale o specializzata, inserzioni, o contatti diretti.
Nel 19,9% dei casi, invece, ricorre invece ai canali informali attraverso segnalazioni da parte dei propri dipendenti o di altri imprenditori. Meno utilizzati i canali istituzionali. Solo il 14,2% utilizza le istituzioni deputate all'intermediazione (centri per l'Impiego, agenzie interinali o altre strutture private), e un residuale 3,4% dei datori di lavoro si rivolge alle istituzioni e alle organizzazioni che si occupano anche d'intermediazione, ossia scuole, università e centri di formazione professionale.

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