Italia

Covid, Speranza: "Nemico è virus: non si fa politica su pandemia"

Roma, 28 apr. (askanews) - Sono consapevole di aver "servito ogni giorno il mio Paese con disciplina e onore in questi mesi terribili" ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, parlando al Senato nella seduta sulle mozioni di sfiducia individuali nei suoi confronti sulla gestione della pandemia in Italia. Tre quelle presentate: da parte del capogruppo di Fratelli d'Italia Luca Ciriani, del senatore Gianluigi Paragone (Italexit), e del senatore Mattia Crucioli de L'Alternativa C'è.

"Ho fatto tutto quanto in mio potere e nelle mie forze per difendere la salute degli italiani" ha detto Speranza dando i numeri della sua gestione: dall'inizio dell'emergenza ad oggi - ha ricordato - sono state reclutate 81.236 unità di personale sanitario, di cui 17.634 a tempo indeterminato, le terapie intensive disponibili sono aumentate del 106% e si fanno oltre 300mila tamponi al giorno, 3000 un anno fa.

"Con amarezza vedo prevalere lo scontro politico nelle ultime settimane che alimenta miopi interessi di parte: è profondamente sbagliato, perché produce danni enormi, all'intero Paese che invece deve restare unito in un passaggio così delicato".

In un grande Paese non si fa politica su una pandemia ha sottolineato.

"Comprendo le ragioni della battaglia politica, ma la politica non è un gioco d'azzardo sulla pelle dei cittadini: anche a chi ogni giorno fa polemica continuo a rispondere non dividiamo il Paese sulla pandemia, che è ancora in corso e non è finita".

Sui dati della pandemia, il ministro ha chiarito che "il tasso della letalità" del Covid in Italia "sui casi a partire dal 16 luglio 2020 è del 2,2%, in linea con gli altri Paesi. Solo nella prima ondata l'Italia ha avuto un tasso più elevato, dovuto evidentemente alla durezza dell'impatto del Covid nelle Regioni del Nord. E su limitazioni, zone rosse e blocco delle attività che non è possibile svolgere in sicurezza o che possono determinare assembramenti, ha ribadito che sono "l'unica strada in assenza del vaccino per arginare la diffusione del contagio".

Speranza ha poi ricordato l'appello fatto il 25 aprile dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a restare uniti e a non dividere il Paese: "Accantoniamo divisioni e polemiche, affrontiamo la ricostruzione che dobbiamo all'Italia con responsabilità, onestà e forza".

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