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Covid, Pietrangelo (Simi): Medicina Interna centrale, più risorse

Milano, 9 nov. (askanews) - La seconda ondata di Covid sta comportando un'enorme pressione sui reparti di Medicina Interna dove normalmente finisce il 70% dei pazienti ricoverati in pronto soccorso, in particolare gli over 70, pluripatologici e fragili, che è anche la categoria più colpita dal virus. Per questo Antonello Pietrangelo direttore del Dipartimento di Medicina Interna del Policlinico di Modena e presidente di Simi (Società italiana di Medicina Interna) che rappresenta circa 3mila internisti, ha scritto una lettera al ministro della Salute Roberto Speranza per chiedere di potenziare organico e posti letto per far fronte a due curve epidemiologiche in rapida crescita: da un lato il fisiologico accesso di pazienti che si osserva nella stagione invernale, in particolare con polmoniti, assenti nella prima ondata pandemica di marzo-aprile, dall'altra la crescita esponenziale dei pazienti Covid. Al Policlinico di Modena i letti di medicina interna che negli ospedali è già il reparto più grande, sono praticamente raddoppiati passando da 50 a 90 e il 60% dei pazienti ha il Covid, perché il virus, come sottolinea Pietrangelo, "è sempre cattivo".

"Oggi la vera criticità è che stiamo gestendo due curve. Gli internisti che io rappresento, come presidente della Simi hanno messo l'accento su questo che oggi dobbiamo gestire due tipi di pazienti in crescita contemporanea e il vero motivo della pressione sugli ospedali oggi è anche questo".

Fra le soluzioni ipotizzate da Pietrangelo, quella di creare strutture intermedie dove portare i pazienti a "bassa intensità" per alleggerire le pressioni sui reparti di Medicina Interna.

"Servono sul territorio al di fuori degli ospedali degli Osco, quindi ospedali di comunità e altri centri ospedalieri che siano in grado di gestire pazienti a bassa intensità già curati, che non sono pronti per rientrare a domicilio. Questo è un problema critico attuale che stiamo vedendo nella mia Regione ma anche in altre".

La figura dell'internista, ricorda, Pietrangelo è centrale per le sue competenze multidisciplinari nel gestire i pazienti Covid e per questo andrebbe sostenuta.

"I medici che oggi stanno lavorando nel mio reparto sono gli stessi che hanno affrontato la pandemia qualche mese fa ma e sono chiaramente stanchi, ma sono tutti sul pezzo. Ci vorrebbero dei segnali di attenzione e di valorizzazione da parte delle istituzioni ma anche delle aziende sanitarie".

I ricoveri di questa seconda ondata, spiega Pietrangelo, sono iniziati circa un mese fa e ora l'organizzazione negli ospedali è tornata a quella dello scorso marzo. L'età media dei pazienti si sta nuovamente alzando, ma l'occupazione delle terapie intensive è ancora al 30% rispetto al primo picco pandemico.

"I farmaci li conosciamo meglio, li stiamo usando subito, abbiamo imparato tanto e conosciamo i segni di allerta e siamo molto più attrezzati per gestirli".

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