Italia

Covid, Caritas: i "nuovi poveri" in Italia aumentano da 31% a 45%

Roma, 17 ott. (askanews) - Il tasso dei cosiddetti "nuovi poveri", causa anche la pandemia, aumenta in Italia nel corso dell'ultimo anno di ben 14 punti percentuali. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto della Caritas pubblicato in occasione della Giornata mondiale di contrasto alla povertà.

Si parla di "gravi effetti economici e sociali dell'attuale crisi sanitaria legata alla pandemia da Covid-19", testimoniata, nel secondo trimestre del 2020, da una marcata flessione del Pil; dall'occupazione che registra un calo di 841mila occupati rispetto al 2019; mentre diminuisce il tasso di disoccupazione a favore però di una vistosa impennata degli inattivi, cioè di chi smette di cercare lavoro.

"Sembra dunque profilarsi - sottolinea la Caritas - - il tempo di una grave recessione economica che diventa terreno fertile per la nascita di nuove forme di povertà, proprio come dopo la crisi del 2008".

Analizzando il periodo maggio-settembre 2019 e confrontandolo con lo stesso del 2020, l'incidenza dei "nuovi poveri" passa dal 31% al 45%: quasi una persona su due che si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta. Aumenta in particolare il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, dei nuclei di italiani che risultano in maggioranza (52% rispetto al 47,9% dello scorso anno) e delle persone in età lavorativa; cala di contro la grave marginalità.

"A fare la differenza, tuttavia, rispetto allo shock economico del 2008 è il punto dal quale si parte: nell'Italia del pre-pandemia (2019) - si legge nel rapporto - il numero di poveri assoluti è più che doppio rispetto al 2007, alla vigilia del crollo di Lehman Brothers".

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