Italia

Covid, Boccia: non politicizzare i 21 parametri, tutelano salute

Roma, 18 nov. (askanews) - "La rete sanitaria sta reggendo, sia sulle terapie intesive che sui posti di area medica". "Non sono nella situazione di allarme rosso di marzo-aprile-maggio" scorso ha detto il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia in Commissione parlamentare, parlando dei rapporti tra Stato e Regioni dopo le recenti evoluzioni dell'emergenza Covid-19.

Nella prima ondata ha ricordato Boccia, concentrata in poche Regioni, il picco più alto è stato con circa 67mila ricoverati Covid in area medica e si è curato in ospedale quasi il 45% dei contagiati; oggi, in questa fase che può considerarsi picco, ha detto il ministro, "siamo intorno ai 35mila ricoverati spalmati in tutto il territorio nazionale". "Mentre oggi il 94% dei contagiati di fatto si cura a casa e il 4-5% in ospedale, nella prima ondata il 45% dei contagiati si curava in ospedale; tra il 12-13-14% nei mesi più acuti finiva in terapia intensiva, in questa lo 0,7-0,8%".

Per Boccia un nuovo lockdown non è riproponibile perché in primavera mancavano mascherine, ventilatori, non si era pronti, ora è diverso. Continua però il braccio di ferro con le Regioni che hanno chiesto di rivedere i famosi 21 parametri per l'assegnazione del colore delle aree di rischio, con rispettive misure restrittive differenziate, riducendoli a 5. I parametri non sono arrivati all'improvviso ha replicato Boccia, si usano da maggio, sono stati condivisi anche da rappresentanti delle Regioni e sono a tutela della salute di tutti.

"Se dovesse venir fuori dalla Cabina di regia, dove ci sono i tecnici, una valutazione scientifica sui parametri, che può consentire a un parametro di essere ponderato meglio o in maniera diversa rispetto ad altri, ovviamente la Cabina di regia deve e può dare un contributo di questo tipo. L'unica cosa che non possiamo fare è politicizzare i parametri o renderne discrezionali alcuni rispetto a altri senza il conforto della comunità scientifica e dei tecnici. Il confronto è giusto e oggettivo, io penso".

Ma, ha concluso Boccia, sarà fatto con lo spirito di garantire sempre l'oggettività dei numeri che vengono fuori e che devono tenere conto dello scenario, che è completamente cambiato rispetto a marzo-aprile".

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