Il Cbam, la “tassa sulla CO2 alle frontiere”, si avvia a compiere il suo primo anno di operatività, dopo una fase di transizione iniziata nel 2023 e conclusa alla fine del 2025. Il meccanismo prevede un prelievo sulle importazioni nell’Ue di alcuni beni “inquinanti”. L’obiettivo è evitare che le imprese europee, che devono sostenere costi sempre maggiori per ridurre le emissioni, siano svantaggiate rispetto ai produttori extra-Ue. Dopo il primo anno di operatività, Bruxelles punta ora a rafforzare e ampliare il meccanismo. La direzione è stata confermata dal voto del Parlamento europeo del 15 settembre.