Italia

Coronavirus e povertà: la colpevole indifferenza verso gli ultimi

di Nicoletta Cottone

Sono le otto di sera e i senzatetto a un passo dal Vaticano si preparano a passare un'altra notte al gelo. È un inverno difficile per chi dorme sui marciapiedi o in tende leggere. Avvolti nelle coperte, immersi nei sacchi a pelo, tentano di proteggersi dal freddo, anche se è difficile. Con l'emergenza Covid sono aumentati i senzatetto nella Capitale. La perdita di posti di lavoro, la chiusura di attività commerciali e produttive hanno avuto pesanti conseguenze sociali sugli ultimi. Nell'indifferenza di chi passeggia o inforca l'ultimo modello di monopattino ci sono persone che per dormire hanno solo un pezzo di cartone o una coperta distribuita dai volontari di Caritas e Sant'Egidio. Per i senzatetto con il Covid si sono chiuse le porte di tanti luoghi dove ricevevano piccoli aiuti. E si sono ritrovati ancora più soli. Le interviste a Carlo Santoro, direttore di palazzo Migliori, hotel dei poveri voluto da papa Francesco e affidato alle cure dell'Elemosineria vaticana e della Comunità di sant'Egidio. Alle persone che, dopo aver perso il lavoro, vivono in strada, come Giovanni e Daniele. A chi ce l'ha fatta ad andare via dalla strada dopo otto anni e ha trovato ospitalità a palazzo Migliori. Nell'anno della pandemia l'incidenza dei “nuovi poveri” che si rivolgono ai centri di ascolto diocesani e parrocchiali della Caritas è passata dal 31% al 45%. Quasi una persona su due lo fa per la prima volta. E nonostante l'infaticabile opera dei volontari in queste notti di freddo straordinario oltre 8mila persone nella Capitale cercano un ricovero per dormire. Ma i posti per l'accoglienza sono solo 1.300 e agli altri non resta che dormire al freddo.
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