Italia

Conte e Di Maio al Sole 24 Ore: «Non siamo contro le imprese. Allo studio il taglio selettivo del costo del lavoro»

di Claudio Tucci

Alla conferenza stampa di palazzo Chigi sul decreto dignità la domanda di Claudio Tucci, giornalista esperto in tema lavoro del Sole 24 Ore, sui contratti a termine al premier Giuseppe Conte e al vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Luigi Di Maio.
La domanda
Le imprese sono preoccupate per la stretta sui contratti a termine contenuta nel decreto dignità varato ieri dal Consiglio dei ministri. Non si rischia di spaventare le aziende con un aumento dei costi e un incremento del contenzioso che sembrava superato?
Conte: non bandiamo i contratti a tempo, non siamo contro le imprese
“Noi intendiamo in tutti i campi costituire delle alleanze, con i cittadini, e così nel mondo del lavoro sarebbe impensabile non avere un'alleanza con lavoratori e imprese. Oggi ci dite questo, domani ci direte un'altra cosa, ci sta questo gioco. Non è nostra opinione contrastare il mondo del lavoro. Noi non stiamo bandendo i contratti a tempo, lo strumento c'era e ci sarà, siamo intervenuti a regolamentare questo strumento in modo che la dimensione di vita diventi una dimensione esistenziale oltre che normativa. Sarebbe ridicolo pensare che le imprese non possano più operare con questo strumento ma dispongono anche di forti incentivi, quindi c'è tutto un ventaglio e nessuno ci può dire che siamo contro le imprese”, ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte rispondendo alla domanda di Tucci sulla contrarietà delle imprese al decreto dignità.
Di Maio: lavoriamo a un progetto di taglio selettivo del costo del lavoro
“Stiamo lavorando a un progetto di abbassamento del costo del lavoro selettivo - ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio in conferenza stampa a palazzo Chigi - significa intervenire su tutte quelle categorie che possono avere un grande avvenire e possono far sviluppare l'economia, parlo del made in Italy, delle tecnologie, settori che meritano una marcia in più”.
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