Italia

Comunali Milano, 3 minuti con Pietro Tatarella: “In politica per dare risposte alle gente”

(LaPresse) Seconda puntata di "Tre Minuti a Milano con", il format LaPresse dedicato ai candidati alle elezioni amministrative 2027. Protagonista Pietro Tatarella, che ha dato la propria disponibilità al centrodestra come candidato sindaco della coalizione. Tatarella torna in campo dopo l'arresto nel 2019 nell'ambito dell'inchiesta "Mensa dei poveri": per sette anni è rimasto ai margini della politica attiva, poi, dopo l'assoluzione con formula piena in primo e in secondo grado, ha scelto di tornare e mettere a disposizione di Milano la sua esperienza. Tatarella ha scelto di incontrare LaPresse nel quartiere di Baggio, la zona dove è cresciuto e ha mosso i primi passi in politica: "Ho iniziato a far politica proprio in queste strade, per le persone con cui sono cresciuto". Eletto nel Consiglio di zona nel 2011, è arrivato poi in Consiglio comunale: “Oggi con lo stesso spirito affronto questa candidatura". Per l’aspirante candidato del centrodestra i problemi principali della città sono tre: sicurezza, emergenza abitativa e desertificazione dei quartieri periferici. Sul primo punto propone "un presidio maggiore da parte delle forze dell'ordine e più telecamere in città”. Sulla casa, lega il tema al prossimo Piano di Governo del Territorio: “Oggi c'è tutta una fetta di popolazione che non riesce ad accedere alla casa popolare, ma non riesce neanche ad andare sul libero mercato. La necessità è rispondere a una sola domanda: per chi vogliamo costruire queste case?". Sul terzo punto, rivendica la necessità di portare cultura e sport fuori dal centro storico, citando la carenza di piscine pubbliche in città. Tatarella tra i meriti che riconosce alla giunta Sala c'è l'aver continuato a investire sul trasporto pubblico, con nuove linee della metropolitana e il prolungamento della M1 in arrivo proprio a Baggio. Tra i demeriti, un approccio "molto blando" su sicurezza e legalità, un problema, precisa Tatarella, legato più alle divisioni interne alla maggioranza che alla volontà politica del sindaco. Chiude con la sua idea di amministrazione: “Il sindaco non deve restare barricato dentro Palazzo Marino", bensì girare la città per dare "risposte immediate e tempestive" ai problemi reali dei cittadini.
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