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Comunali Milano, 3 minuti con Carmelo Burgio: “Serve sindaco dalla parte della Prefettura e delle forze di Polizia"
(LaPresse) - Settima puntata di "Tre Minuti a Milano con", il format LaPresse dedicato ai candidati alle elezioni amministrative 2027. Protagonista Carmelo Burgio, candidato sindaco di Futuro Nazionale, generale dei Carabinieri in congedo, classe 1957, nato ad Anzio, con un lungo curriculum di missioni e incarichi di comando in Italia e all'estero. Burgio ha scelto di incontrare LaPresse alla Stazione Centrale, luogo che per lui è "rappresentativo del fallimento dell'inclusione dell'immigrazione. Farli venire tutti da noi e poi non dargli né un posto per dormire, né un posto per lavorare, ma un posto per delinquere". Per il candidato vannacciano i problemi principali della città sono tre: al primo posto la sicurezza, che un sindaco può risolvere "ponendosi a disposizione delle autorità nazionali preposte all'ordine pubblico, mai in veste di critico per ragioni ideologiche, ma "dalla parte della Prefettura e delle forze di Polizia". Seguono la riqualificazione delle periferie, con risorse economiche da far confluire anche verso i municipi, e la revisione del sistema della mobilità, che "isola il centro cittadino rispetto al resto del tessuto urbano". Tra i meriti che Burgio riconosce alla giunta del sindaco Giuseppe Sala c'è "essere riusciti a fare da equilibristi tra i maranza delinquenti, "gli immigrati irregolari delinquenti, i centri sociali ai quali è permesso tutto” e un'élite del "salotto buono" che, dice Burgio, "di sinistra ha solo la mano". Tra i demeriti, invece, l'atteggiamento di un'amministrazione "sempre comunque contro chi è preposto a mantenere la sicurezza e l'ordine pubblico", quindi contro il Prefetto e le forze di Polizia. Chiude rispondendo a chi lo critica perché non milanese: negli ultimi quindici anni, e più, Milano ha avuto sindaci milanesi, “ma hanno fatto tutto bene? Se sono i milanesi stessi a parlare di tanti problemi -sostiene Burgio- vuol dire che un sindaco milanese non garantisce che tutto vada bene". Rivendica di aver vissuto "un bel po' di anni a Milano prima di scendere in campo con Futuro Nazionale: sono andato in mezzo mondo, in mezza Italia, dalle altre parti sono sempre ritornato a casa".