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Clima, Rotta: l'urgenza di fermare i cambiamenti faciliterà COP26

Roma, 8 ott. (askanews) - Il poco tempo a disposizione per fermare i cambiamenti climatici ridurrà le distanze politiche tra i Paesi e faciliterà l'accordo alla COP26 anche sui singoli punti. Alessia Rotta, presidente della commissione ambiente della Camera, mostra ottimismo sui risultati della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in programma a novembre a Glasgow. In occasione della riunione interparlamentare pre-COP26, organizzata a Roma dall'unione interparlamentare e dal parlamento italiano, la deputata del Pd ha tracciato lo stato dell'arte sui negoziati per il clima.

"I negoziati che i governi discuteranno qui a Roma, hanno discusso e discuteranno a Glasgow riguardano molti punti - ha spiegato Rotta -. Il primo è il phasing out del carbone, cioè la graduale uscita dalla dipendenza del carbone, sulla quale ci sono delle resistenze, in particolare di india e di cina; la seconda sono le scadenze temporali sulle cosiddette ndc, cioè gli impegni che i governi stanno prendendo e hanno preso sulla riduzione delle emissioni climalteranti. Il terzo punto è quello degli sforzi per quanto riguarda l'adattamento climatico, un altro punto molto importante è la cosiddetta finanza climatica, anche con l'attivazione dei privati, cioè come convertiremo le nostre imprese e il nostro modo di produrre, ancora sulla finanza climatica è molto importante il contributo che i paesi più sviluppati si sono impegnati a dare, pari a 100 miliardi di dollari l'anno, ai paesi meno sviluppati e poi bisogna mettere ancora a punto le regole per rendere effettivi e applicare gli accordi di parigi".

In questo quadro un ruolo importante lo possono svolgere i parlamenti nazionali: "Il ruolo dei parlamenti nel raggiungimento degli obiettivi della COP26 - ha stottolineato la presidente della Commissine Ambiente della Camera - risiede sicuramente nell'approvare sistemi di valutazione dell'impatto climatico sulla legislazione che approvano e la seconda parte, molto importante, che possono giocare i parlamenti è quella del coinvolgimento attivo, anche con sistemi innovativi, penso ad esempio a delle piattaforme, della popolazione. In particolare, io penso alla popolazione giovane ma anche alle fasce più deboli, ed è questo sicuramente un contributo che si può dare. In questo senso penso anche che il parlamento italiano, con l'approvazione della norma che comporta l'abbassamento dell'età per poter votare, abbia già fatto un pezzo importante".

E' ormai evidente a tutti l'urgenza di affrontare i cambiamenti climatici. Ecco perché si guarda con speranza, ma anche preoccupazione, all'esito della prossima Conferenza sul clima di Glasgow.

"Questo tema dell'urgenza... la Ipcc nell'ultimo rapporto ci ha raccontato che il 95% dei cambiamenti climatici che ormai sono visibili a tutti, anche a quelli che non volevano vederli, sono di natura umana, antropica e pertanto questo tema dell'urgenza - è l'opinione di Rotta - a mio avviso facilita anche un accordo sui singoli punti. Chiaramente ci sono delle distanze nella geopolitica climatica, anche comprensibili perché i paesi in via di sviluppo dicono 'perché noi dobbiamo pagare per voi che avete consumato gran parte delle risorse?', quindi questi squilibri geopolitici sicuramente possono influire e sicuramente animeranno il dibattito della Cop, sia la pre-Cop italiana che quella di Glasgow, ma io credo che le distanze siano in realtà in fase di composizione e che quindi proprio questo tema del non avere il tempo, questo tema della condivisione sostanziale degli obiettivi verso cui tutti dobbiamo tendere, perché non è una sfida possibile, è una strada obbligata, credo che questo, ecco... aiuti!".

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