Italia

Cinque deputati tra i richiedenti del bonus partita Iva da 600

Roma, 10 ago. (askanews) - Cinque parlamentari nella bufera per aver chiesto e ottenuto dall'Inps i 600 euro poi diventati 1000 per le partite Iva colpite dal coronavirus nonostante lo stipendio da 12 mila euro al mese. La segnalazione è arrivata dalla direzione centrale Antifrode, Anticorruzione e Trasparenza dell'Inps i sospetti sono 3 deputati della Lega, uno M5S e uno di Italia Viva, ma per ragioni di privacy i nomi non sono stati resi noti. I cinque "furbetti di Montecitorio' sono tutti possessori di partita Iva, liberi professionisti e co.co.co. Così, come altre categorie di lavoratori autonomi, avevano dunque diritto all'indennità.

Tutti i partiti si dicono scandalizzati anche se con toni diversi.

"Chiedo ufficialmente ai cinque eletti di uscire allo scoperto, chiamandomi o informando i propri partiti. Si manifestino, chiedano scusa e restituiscano i soldi", ha scritto il presidente della Camera Roberto Fico.

Lapidario su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti: "Posso dire che è una vera vergogna?". Gli fa eco Luigi Di Maio "E' vergognoso. E' davvero indecente".

Per Matteo Salvini è vergognoso che un parlamentare chieda soldi e che il dl lo permetta. In qualunque paese al mondo tutti costoro si dimetterebbero. Anche Giorgia Meloni parla di squallido atteggiamento.

Ma sarebbero oltre 2000 gli amministratori pubblici, tra sindaci e assessori ad aver usufruito del bonus.

Questo scandalo potrebbe dare una spinta a votare sì alla riforma del taglio dei parlamentari.

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