Italia

Caso Verzeni, testimoni: "Noi stranieri ma abbiamo fatto arrestare il killer"

(LaPresse) Il giorno dopo il fermo di Moussa Sangare, reo confesso dell'omicidio di Sharon Verzeni a Terno d'Isola, nella bergamasco, parlano i due testimoni che hanno contribuito all'arresto del 31enne italiano ma di origini africane. "L’unico rimpianto è non aver potuto fare qualcosa per salvare Sharon. Se fossimo stati più vicini al luogo dell’omicidio, forse avremmo potuto salvarla", hanno spiegato in un'intervista a Repubblica. I due, di origini marocchine, hanno parlato ai carabinieri di quell'uomo incrociato in bicicletta la notte dell'omicidio. "Lui ci è rimasto impresso, perché era un po’ strano". I due ragazzi si sentono "orgogliosi per essere stati utili all'identificazione dell'assassino". "Vogliamo far riflettere che se il killer è di origini straniere, lo siamo anche noi. Forse senza la nostra testimonianza sarebbe libero. Pensiamo di aver fatto il nostro dovere", hanno concluso.
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