Italia
Caso Garlasco, Tizzoni su Nordio: "Non conosce processi, viziati da falsa testimonianza"
(LaPresse) - Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, "forse non conosce" il processo di Garlasco. Così l'avvocato dei Poggi, Gian Luigi Tizzoni, è tornato a commentare le parole del Guardasigilli che ieri aveva definito "paradossale" un processo nel quale "una persona assolta in primo e in secondo grado, può poi senza nuove prove, essere condannata". L'assoluzione di Stasi - ha ricordato oggi Tizzoni ai giornalisti che glielo chiedevano - si è fondata "in primo grado" anche su una "testimonianza fondamentale che poi è risultata falsa". Quella dell'ex comandante dei carabinieri di Garlasco, Francesco Marchetto (poi condannato), relativamente al mancato sequestro della bicicletta di Stasi nel 2007. "Quindi chiederei al ministro: è corretto che una sentenza si regga su una falsa testimonianza?". "C'è di peggio - prosegue il legale dei Poggi -: in primo grado era stata disposta una perizia sulla 'camminata' di Stasi che era stata fatta in modo incompleto" senza considerare i "gradini" di casa Poggi che l'ex fidanzato aveva detto in più verbali di aver calpestato prima di trovare il cadavere. "Infine mi chiedo - prosegue -: siamo qui nel 2026 a parlare del Dna sulle unghie". Un dna "che è stato analizzato perché noi della parte civile abbiamo chiesto alla Cassazione nel 2013" di disporre un nuovo processo d'appello in cui "venisse analizzato". "I giudici del 2009 e del 2011 - quelli delle assoluzioni di Stasi - ci avevano rifiutato questa richiesta". Il difensore dei genitori di Chiara Poggi chiede se "la Cassazione ha sbagliato a imporre gli approfondimenti che oggi vengono considerati così importanti?". "Il ministro non ha colto nel segno - insiste Tizzoni - soprattutto dove non sa o forse non conosce il dato che il processo dell'appello bis nel 2014 non è stata una rilettura da parte dei giudici degli stessi elementi ma un'integrazione e un rifacimento del processo con tre nuove perizie - quella medico-legale, quella genetica e quella geomatica - e l'audizione di parecchi testimoni". "Un processo che è durato quasi un anno, dall'aprile al dicembre 2014, anche in ossequio ai principi della Corte europea dei diritti dell'uomo che giustamente prevedono che non ci si possa limitare a rivedere i dati e le testimonianze" di vecchi processi. "Non condivido le considerazioni del ministro sullo specifico caso di Garlasco - afferma - e non condividerei mai l'idea che si possa o si debba sopprimere il giudizio davanti alla Corte di Cassazione" perché quello "è il giudice di legittimità che controlla il rispetto delle regole nel procedimento". "Posso convenire che si debba andare direttamente in Cassazione dopo un'assoluzione - ha concluso Tizzoni - e che se la Corte annulla la sentenza si debba tornare in primo grado. Ma abolire il giudizio di legittimità è un nonsense".